Una presentazione tra musica e ricordi formellesi
La Presentazione del libro “A volte il Cuore“, di Maria Valentina Gargioli, presso il Teatro J.P. Velly è stata condotta egregiamente dalla Compagnia Teatrale Lo Spannitore, che dopo trentadue anni di palco non smette di mietere successi.
In apertura, Sonia Martelloni, accompagnata dai musicisti Miro Finocchi, Cesare delle Monache e Bruno Santi, ci ha rapiti con la canzone “Lili Marleen“, struggente e a tratti da togliere il respiro; mentre in chiusura si è cimentata in “Mamma“, dall’afflato sempre coinvolgente, malinconico, e che ha destato in molti una commozione profonda.
In mezzo, gli stornelli e le letture teatralizzate, portate in scena dagli attori della Compagnia: Marco Rossetti, Teresa Andreoli, Ilenia Paracino, Fabrizio Belloni, Simona Gizzi, Ersilia Antoniucci, Cetty Ascanio, Roberto Struglia e Luciana Impedovo.
Le storie del Borgo e i ricordi di Maria Valentina Gargioli sono fluiti con tenerezza sul palco. Prose e poesie che in egual misura ci hanno lasciato intravedere una Formello antica e i suoi personaggi del tempo.
Condivido qui di seguito il mio omaggio all’autrice…
Maria Valentina Gargioli è prima di tutto una donna curiosa, ed è la sua curiosità che le ha permesso di raccogliere storie, fotografie e trasformarle in radici.
Per lo stesso motivo è una ricercatrice entusiasta. Non si è mai accontentata solo dei ricordi, ogni volta che ha deciso di scrivere un libro ha cercato fonti, si è documentata, e lo ha fatto per il gusto di allargare le notizie che aveva.
E ha gioito quando davanti alle voci di ricerca le si sono aperte altre strade, dubbi, domande, e quando ha trovato anche le chiavi di quello che stava cercando, ha pensato che stessero aspettando proprio lei. Erano sempre state lì, in attesa che le cercasse.Maria Valentina è anche una persona sensibile, emotiva, riservatissima. Da tanti anni, però, nonostante il suo fare schivo è al servizio della scrittura. E scrivere ciò che ha vissuto le è congeniale: riesce a dipingere una Formello lontana, ricca di immagini evocative e a tracciare un ponte tra noi, la nostra epoca, e le origini di una storia che ci appartiene, che è appartenuta ai nostri nonni e bisnonni.
I suoi libri -da <Ricordando Formello> al <Dizionario dialettale formellese> fino a <Formello, i Luoghi, le Genti> e, per ultimo, <A volte il cuore>- sono un bene prezioso per la comunità, un’eredità che non permetterà mai a queste storie e alle tante fotografie in bianco e nero di morire, di perdere il valore che hanno.Guardando alla Porta da capo, Maria Valentina non vede solo un arco ma il flusso di persone che, nel corso dei secoli, sono entrate e uscite di lì. Un arco che ha visto passare generazioni e che continua ad essere accogliente, un ingresso per tutti.
Si è sentita ispirata da questo via vai senza tempo, a tratti ingiallito a tratti colorato.
Quando ha deciso di pubblicare <A volte il cuore> quella poesia di vite sotto l’Arco si è infilata tra le pagine. Vi sono i ricordi, le mille storie ascoltate intorno al fuoco di un grande camino, e quelle vissute tra i vicoli del borgo.
La prosa si intervalla alle immagini ma anche a pagine in versi: finestre che si aprono e si chiudono in poche righe, lasciandoci affacciare in un mondo che profuma ancora di antico e nostalgia”
Sono intervenuti il Sindaco Gianfilippo Santi e l’Assessore alla Cultura, Roberta Bellotti. Erano presenti in platea la Presidente del Consiglio, Roberta Mazzoneschi e il Presidente dell’Ente Parco di Veio, Giorgio Polesi.
Un ringraziamento sentito è andato al Presidente della Banca di Credito della Provincia Romana, Mario Porcu, sempre al fianco dei bei progetti e idee dei cittadini.
GALLERIA FOTOGRAFICA
PRESENTAZIONE DEL LIBRO “A VOLTE IL CUORE”
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Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.
























