LA STORIA DI PALAZZO CHIGI
NEL BORGO DI FORMELLO
Nel 1986 Palazzo Chigi era chiuso, cupo, aveva perso lo smalto di un tempo e vi si passava accanto senza notarlo nemmeno.
Dal 1986 al 2011 è stato sottoposto a un vero e proprio restauro: venticinque anni di burocrazia, e ricerca affannosa dei fondi necessari per ultimarlo, che hanno dilatato il tempo e gli animi. Ma non hanno minato gli intenti.
Dal Sindaco Bruno Sbardella, che lo acquistò, ai sindaci Mariarita Bonafede e Giacomo Sandri, che lo hanno riconsacrato, a Sergio Celestino che ne ha sempre avuto una visione ultima di accoglienza, e a Gian Filippo Santi che ne ha proseguito il restauro, nessuno ha mollato la presa.
Ridare vita al “castello” era un dovere sociale e umano.
IL PALAZZO SULLA VIA FRANCIGENA:
LA VOCAZIONE PELLEGRINA
Durante questo periodo, era il 2002, il primo segnale evidente della volontà di crescita arrivò con l’inaugurazione della Sala Orsini, situata proprio all’ingresso del Borgo. Un luogo dedicato a mostre temporanee, conferenze, convegni, uno spazio che in passato era stato utilizzato quale tabaccheria del paese.
Ci furono anni di stallo e poi Palazzo Chigi di Formello sbocciò.
Il 2011 è l’anno che segna la riapertura del Palazzo, organizzata con sfilata in costumi d’epoca e la risistemazione di molti ambienti, escluso l’ultimo piano. In questa circostanza viene inaugurata anche la Torre Orsini che, sotto la direzione dell’architetto Andrea Bruno, assunse dei connotati estetici piuttosto lontani dalla precedente torre civica. E se pure le lastre di Corten, che le danno questo confezionamento “rugginoso”, non sono state particolarmente apprezzate dalla cittadinanza, la Scala Esperenziale interna ha invece sposato i gusti di molti. Gli scalini, che formano una scala elicoidale futuristica, rappresentano il viaggio sulla francigena, da Canterbury a Formello e fino a Roma, citando tutte le località -tra paesini e grandi città- che incontra.
Essendo, appunto sito sulla Via Francigena, nel maggio 2013 il Palazzo Chigi siglò, con l’istituzione dell’Ostello Maripara, la sua vocazione pellegrina.
Un passo incredibile che però non ebbe vita lunga. L’Ostello, infatti, è chiuso dal 2018.
Sempre per la stessa vocazione, nel marzo 2014, il Palazzo Chigi fu dotato della Mansio, un punto di informazione “digital” che, grazie ad un sistema integrato di ultima generazione, favorisce ai pellegrini assistenza sul percorso, ma anche la possibilità di timbrare le credenziali e visitare il Palazzo.
PALAZZO CHIGI TRA LIBRI, REPERTI ARCHEOLOGICI
E NUOVI SPAZI
Nel maggio 2014 è stato inaugurato il Secondo piano della Biblioteca Comunale, nel maggio 2016 il palazzo è stato incellofanato per il Restauro delle mura esterne con l’annesso recupero del dipinto “La Resurrezione” che occupa la nicchia sotto l’arco del Borgo.
Nel dicembre 2016 ha visto finalmente la luce il nuovo assetto del Museo dell’Agro Veientano, prima stipato in una stanzetta del Palazzo del Comune. Formello, subito dopo, ha firmato quale Comune capofila, il MANEAT, ovvero l’ingresso in un Sistema Museale Territoriale che lo unisce a diverse strutture museali del Lazio.
Nel …… è stata scoperta una loggetta privata dei Chigi che affaccia all’interno dell’adiacente Chiesa di San Lorenzo Martire, una vista privilegiata che permetteva alla nobile famiglia di assistere alle funzioni religiose senza doversi presentare in pubblico.
Nel 2023 è stata celebrata la Sala Grande con un nuovo arredo, adeguato ad accogliere il Consiglio Comunale, e l’intitolazione al Cav. Bruno Sbardella.
Nell’Ottobre 2025 è stato inaugurato l’Appartamento Novo del Cardinale Flavio Chigi, già aperto al pubblico nel 2011 come “Sala degli Uccellini”.
In questa occasione si è effettuato il completamento dei restauri della cappella, della Sala Ward-Perkins e della Sala di rappresentanza del Comune di Formello, intitolata a Ugo Plini, primo sindaco nel dopoguerra.
