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“A volte il cuore” di Maria Valentina Gargioli

Una piccola anticipazione del libro in uscita il 15 Maggio presso il Teatro J.P. Velly, direttamente svelato dalla sua autrice

di Emanuela Gizzi
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A volte il cuore” di Maria Valentina Gargioli è il libro del ricordo, della vita che scorre e che lascia indietro strascichi di storie, genti, grandi avventure ma che si fa ponte per le nuove generazioni.
È anche il libro della nostalgia, di quelle atmosfere cariche di buoni sentimenti che, guardandole da questi anni moderni, ci appaiono un tesoro prezioso da proteggere.

INTERVISTA A MARIA VALENTINA GARGIOLI

Siamo sedute al Bar di Brunetto, in cima alla scalinata che guarda il Borgo di Formello.
Io e Maria Valentina abbiamo finalmente un appuntamento, che ci sono voluti giorni per ottenerlo, perché la nostra concittadina, nonché autrice di questo ultimo libro, è riservata e non ama apparire.
Le piace mettere la scrittura al servizio dei suoi ricordi ma la scena non se la guadagna mai.

Sai che questa era casa di mia nonna? Il civico 2 di Via San Sebastiano” mi dice indicandomi la casa che fa angolo sulla scalinata. “Mia nonna aveva nove figli e ventidue nipoti, sicché la casa era sempre piena del nostro vociare. La cucina aveva un camino enorme e tutti gli inverni li passavamo qui.
Quante storie ho sentito attorno a quel fuoco

Gli occhi di Maria Valentina frugano verso un orizzonte illusorio, e quel pensiero che va al passato e all’adolescenza, le fa cambiare lo sguardo.
Una luce di profonda gratitudine le si affaccia sul viso per quel tempo e per quelle giornate tra uncinetti e libri.

Il padre di Ofelia Nori veniva e si sedeva con noi davanti al camino.

Ci leggeva i libri antichi, la Gerusalemme Liberata, e quei libri poi giravano di casa in casa.

Cioè quando li avevi letti, li prestavi a un’altra casa. Così io mi ritrovavo sempre circondata da montagne di libri perché cercavo di accaparrarmeli svelta svelta”.

I ricordi che girano e non si perdono

Maria Valentina ha tutti i ricordi in testa, mi fa presente che sarebbe stato impossibile dimenticarli: durante i pranzi o le cene familiari, sotto le feste di Natale e quelle di Pasqua, ma anche semplicemente davanti a un caffè, quel fluido di accadimenti e storie d’altri tempi ritornavano in auge con naturalezza. Racconti che prendevano sempre più il sapore di una barzelletta, di uno stornello o filastrocca.
Sì, perché in fondo i ricordi, a forza di ripeterli. prendono una forma astratta e anche se sono esistiti veramente diventano favola, sogno, quand’anche leggenda.
Hanno una loro iconicità e il potere assoluto di farti ridere sempre.

Io ero una ragazzina ficcanaso, ascoltavo tutto. E quello che non ricordavo, zia Nanda me lo ripeteva infinite volteE, tanto che alla fine ho memorizzato tutto.
Nelle belle giornate andavamo da zia Serfina e lì, con Sonia, zia Giuseppina e Teresa ridevamo, ridevamo…”

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L’archivio fotografico di Maria Valentina Gargioli

Maria Valentina prima della stesura del libro “A volte il cuore” ha scritto anche altri libri: “Ricordando Formello” e “I luoghi e le genti”. Quest’ultimo, io personalmente l’ho divorato. Un contenitore di storie e fotografie ben orchestrato con spunti sulla storia di Formello, le tradizioni, il dialetto, lo scorrere del tempo.
Ma le foto, soprattutto, colpiscono perché in quegli anni, tra il millenovecento cinquanta-sessanta, nessuno aveva macchine fotografiche.

Le fotografie di Palazzo Chigi le ho avute da Flaminia Paolocci. I Paolocci, insieme ai Vecchiarelli, erano tra le famiglie che dopo la Riforma Agraria acquisirono moltissimi terreni di Formello dai Chigi.
Il resto delle foto le ho avute da quelle famiglie che nel tempo hanno conservato il ricordo degli antenati”.

Maria Valentina mi racconta che una volta ci si agghindava bene quando arrivava il fotografo da fuori. Questi, si portava il banco ottico e allestiva degli angoli per fare i ritratti di famiglia o agli innamorati.  E se i muri erano scrostati li copriva con un telone, oppure, in assenza di telone, quando sviluppava le foto sfumava gli sfondi.
A Flaminia Paolocci e a Maria Valentina Gargioli dobbiamo tantissimo: l’una ha immortalato quel che oggi è patrimonio storico e l’altra lo ha restituito alla comunità.

Il guizzo poetico di “A volte il cuore”

Anche nel libro “A volte il cuore” vi è una scia fotografica di scene in bianco e nero che ci riportano indietro nel tempo ma, queste pagine, hanno qualcosa in più.

Una quindicina di anni fa scrissi un libretto… sai com’è,  i ricordi vengono a galla. E, ne scrivi uno oggi, uno domani, alla fine ti ritrovi con un bel po’ di prose in mano.
Così feci una decina di copie di quella raccolta, ma giusto per le persone più strette.
-A volte il cuore- è quella prima rilegatura lì, che ho allargato, allungato… Cioè, ci sono veri e propri racconti ma ci sono anche racconti che sono diventate poesie, e ci sono delle fotografie che raccontano com’era il paese e quello che è andato perso”

Sotto la Porta da Capo

Maria Valentina in questo nuovo libro parla di quando viveva nel Borgo di Formello e di quei vicoli assaporati da bambina. E mentre sfoglia le pagine solleva improvvisamente lo sguardo verso la Porta da Capo, come se l’ingresso fosse l’origine della trama.

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Quell’arco ha visto passare generazioni lì sotto. Ti immagini quante storie?

E poi continuiamo ad andare e venire, e lui continua ad assistere al nostro viavai.

Si, l’arco mi ha ispirato le pagine di questo libro”

Ma non solo la Porta da Capo.  Maria Valentina ha potuto vedere con i propri occhi le trasformazioni di Palazzo Chigi, e anzi, le ha vissute sulla sua pelle. Sia quando era diventato un asilo, sia quando vi si trasferì l’Azione Cattolica.
Mi parla perfino di un teatrino che le suore allestivano affinché si potessero mettere in scena delle commedie a sfondo religioso sulla vita dei santi.

A volte il cuore“: frutto del sentimento e della curiosità
di Maria Valentina Gargioli

Nell’anticiparmi qualcosa del contenuto di “A volte il cuore” , Maria Valentina Gargioli è partita dallo scarso interesse della società odierna verso la lettura.

Soprattutto i giovani non leggono!
Quando io e Gino usciamo a prendere un po’ di fresco, l’estate, li vediamo seduti in circolo ma non parlano tra di loro, se ne stanno lì col telefonino in mano, ognuno per sé.
Però, magari, tra venti anni quei giovani, che saranno ormai adulti, vorranno sapere le notizie del nostro paese.
Io almeno ero così. Abitavo al Casalino coi miei, per esempio, e mi chiedevo e poi chiedevo a mia madre, ma perché si chiama Casalino? Se nessuno mi dava una risposta andavo a Campagnano, dove c’era una biblioteca, e consultavo i libri.
Finii per scoprire che <Casalino> era un termine medievale e che voleva dire -pezzo di terra non costruito-”

Il Casalino è dove si trova Piazza Vittorio Emanuele, nel Borgo.

Quando si cercano delle informazioni si aprono cento strade diverse e se ti capita una notizia incredibile pensi che era destinata a te, anzi, che stesse aspettando proprio te.
Tutti abbiamo un vissuto da raccontare ma non basta, bisogna essere curiosi, e io lo sono stata sempre, e bisogna far risaltare il sentimento interiore”.

Il sostegno a tutto tondo della BCC della Provincia Romana

Se non ci fosse stata la Banca di Credito Cooperativo della Provincia Romana forse questo volume sarebbe rimasto nel cassetto.
Invece, il Presidente, Mario Porcu, sempre attento alle dinamiche del paese e capace di grandi gesti nei confronti dei cittadini, ha accolto e voluto realizzare l’idea di Maria Valentina.

Non mi ha fatto nemmeno parlare, mi ha risposto subito di sì. Mi ha detto: E’ una cosa per Formello, noi ci teniamo.
E quindi mi sono messa sotto a lavorare, e anche se ho dovuto togliere una sessantina di pagine per abbassare i costi di stampa, però oggi ho in mano il libro, pronto per essere presentato e regalato a chi sarà presente il quindici maggio”.

Allora diamo questo appuntamento:
15 Maggio – Teatro Velly, ore 21! 
Ad animare le letture la
Compagnia Teatrale Lo Spannitore
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Maripara

La storia del "Pasquino" formellese, il Priapo che è stato ripudiato nei primi del Novecento, oggi si trova a Palazzo Chigi di Formello.
Una storia singolare: dal prezioso ritrovamento sotto Flavio Chigi, Maripara ne ha viste di cose...
Scopri tutti i suoi segreti...

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Emanuela Gizzi Fotografa ideatrice di Mapping Lucia

Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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2 commenti

Sara Girgenti Conti 13 Maggio 2026 - 23:09

Come sempre amorosamente presente ed attenta al passato e alla storia del.tuo , nostro caro paese il 15 ci sarò
Bella intervista grazie sempre di esserci Emanuela!!!

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Emanuela Gizzi 16 Maggio 2026 - 09:43

Una serata ricca di spunti e poesia cara Sara, il che ci rende fortunati.
Grazie a te delle belle parole sempre!

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