Partenza col botto: le Blues Sisters
Il Saggio di fine anno della palestra Chicos Y Chicas è stata una piccola magia dal ritmo serrato. Una dopo l’altra si sono rincorse le coreografie di Veronica Benanti in arte Benza, di Maya Nardi, Alice Troosters e Irene Iacopino, ma ad aprire la serata è stata lei, la mattatrice della scuola di danza e dello spettacolo, Katia Mastroianni, che con le sue Blues Sisters ha sùbito scaldato il palco.
Esilaranti nel loro total black e occhiali da sole, le Sisters si sono scatenate, divertite, hanno messo in piedi in pochi giorni quella che voleva essere una sorpresa. E lo è stata davvero.

Voce del verbo “Danzare”
La danza ha tanti vestiti, tante maschere, piedi diversi, musica diversa, ma quando si balla un filo invisibile unisce stili, caratteri, mood.
Marta Graham, che è stata la madre della danza moderna, ha detto:
I nostri corpi sono filtri per lo spazio profondo dentro di noi”
e ecco spiegato perché la danza unisce, perché la danza incanta e genera atmosfera pura, adrenalina, battito di cuore. Perché escono le particelle, i pensieri, i dolori, i colori, la noia, l’allegria, il pianto, i sorrisi. Esce tutto, e quel contenuto di cose aleggia sul palco, arriva al pubblico che se ne sente rapito.
A passo di danza nella Palestra Chicos Y Chicas
Il motore del saggio dei Chicos Y Chicas è l’universo delle bambine che popola la palestra e che ogni giorno non molla. Sincere nell’esecuzione delle coreografie, queste ballerine sono cresciute tantissimo durante l’anno e si sono fatte valere per la forza di volontà e l’impegno.
Arrivavano da un mese difficile, tra l’accollo dei compiti, le ultime interrogazioni, la chiusura della scuola, le varie attività settimanali e l’esito delle pagelle.
Le ho viste piangere nei giorni precedenti, stremate dal caldo e dall’ansia di non riuscire a fare bene tutto.
Poi però hanno resistito, anzi, si sono come rigenerate e tutti quei passi che gli avevo visto fare, disfare, fallire, riprovare con cura, nel saggio finalmente hanno trovato una loro perfetta armonia ed equilibrio.
Così come tutti i pezzi che ho visto montare, smontare, riaggiustare, e quel togli metti da parte delle Maestre, hanno preso forma viva, concreta, come i tasselli di un puzzle che magicamente si incastrano senza pensiero.
E credo sia questa la magia della danza: quando, cioè, le ballerine e i ballerini si acquietano nel ruolo che conoscono a memoria, in quello spazio solo loro, e lo riescono a interpretare con le proprie fragilità e forze. Il resto lo fa la musica, che si insinua in quelle stanze segrete, e anche le luci, gli applausi, i suoni dell’anima. E alla fine, sul palco e davanti al pubblico i passi silenziosi e maturi si elevano, per trasformare la coreografia in una scena da sogno.
Le Baby di Chicos Y Chicas
Le bambine del corso Baby hanno calcato il palco con la leggerezza tipica di chi non sa dove mettere i piedi, come muovere le braccia, dove spostare lo sguardo, e questa nonchalance ha intenerito il pubblico e lo ha fatto sorridere. Credo non ci siano momenti più belli di quando veniamo trascinati nel mondo dell’infanzia, forse perché ci rivediamo nei buffi saltelli che facevamo anche noi ma anche in quella straordinaria capacità che avevamo di catalizzare l’attenzione degli adulti.

Le allieve di Classica e Modern
Che bella la danza quando si trasforma. E bastano solo due o tre anni in più perché l’incertezza si trasformi e diventi consapevolezza.
Le allieve di Danza Classica e Danza Moderna, della Scuola di Ballo Chicos Y Chicas, al di là dei personaggi interpretati, hanno dimostrato esattamente questo, e cioè che crescendo, impegnandosi e mantenendo la rotta, si possono raggiungere risultati insperati.
Ma forse nessuna di loro ha mai pensato che le tante ore di danza potessero servire per costruire un “insieme”, come un alveare.
Le ho viste sempre e soltanto concentrarsi su posizione, tempo, passi -perché giustamente la disciplina è ciò che insegna a camminare con le proprie gambe- e però, è quel senso di “insieme”, di collettività, che le ha trascinate davvero.
Io non ho visto solo delle ballerine ma una famiglia di ballerine, che hanno danzato fianco a fianco, strette strette, unite. E questo è l’aspetto che mi ha emozionata di più e incuriosita di più.
Le Hip-Hoppers di Chicos Y Chicas
La Palestra Chicos Y Chicas è volutamente familiare e questa formula “intima” di scuola la si è vista sul palco, durante il saggio.
E’ stato bellissimo assistere al dialogo tra le diverse discipline e percepire il sostegno che si sono date reciprocamente. Inoltre, il ritmo serrato tra l’una e l’altra esibizione -grande scelta registica!!!- ha permesso che la storia narrata fosse la storia di tutte.
L’ingresso delle Hip-Hoppers non è rimasto confinato in una nicchia, ma amalgamato al resto della storia favolistica. Ed è stato di momento in momento più intenso, fino a dilagare nella corale, dove il significato vero di legame, unanimità e forza si sono manifestati con grande sentimento.
Perché in fondo la danza deve fare proprio questo: insegnare che si balla con gli altri, tra gli altri, per gli altri. Fare squadra è stato il valore aggiunto di ogni esibizione e la grande energia che è arrivata non era casuale ma il frutto di un grande lavoro collettivo.
E’ successo che l’affiatamento sia risultata l’arma vincente. Era negli sguardi, nelle mani che si sono sfiorate, nella vicinanza tra loro. E quel modo di gioire comune si è trascinato fino alla fine dello spettacolo e nella folla animata che, tra applausi e abbracci, pareva non voler scendere dal palco.

Le allieve di Danza Classica Adulti
A questo saggio di fine anno non potevano mancare loro: un gruppo di donne “spericolate” che hanno scoperto come, in età adulta, ci si possa ancora concedere il lusso di indossare le scarpette da ballo. E il loro coraggio nel mettersi in gioco, la loro determinazione, sono una bella risorsa di vita e un bell’esempio a cui ispirarsi.

Determinate, sorridenti, hanno composto dei quadri romantici. A loro e a tutte le ballerine, maestre, a Katia e Flavio voglio dire grazie dal profondo del cuore.
Avete celebrato l’essenza della danza, la sua bellezza più pura.
LA GALLERIA FOTOGRAFICA
DEL SAGGIO DI FINE ANNO
di Chicos Y Chicas
Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

