Formello a ritmo di swing
Il Formello Jazz Festival 2025 non è mai stato così “estivo” eppure le temperature fresche e della pioggerella sparsa, per un attimo, lo hanno trasformato in un evento autunnale.
Ma sono state lo stesso tre serate cariche di suoni -quelli degli strumenti-, di energia -quella dei musicisti e cantanti, e di pathos -quello della grande musica-: tre momenti assolutamente diversi in cui non è mancato lo swing!
Cesare Banchi, ideatore e organizzatore del FJF da ben sedici anni, ha aperto e chiuso la kermesse con una dedica commossa a Carla Sebastiani, sua affezionata sponsor sin dagli inizi del Festival con la ditta di famiglia “Sun Shop”.
Carla era una donna dal grande carattere, generosa con le persone a lei vicine, un’amante degli animali e un’appassionata di musica.
Le piaceva vivere e amare.
Il palco del Formello Jazz Festival 2025
Nella prima serata, la Jumpin’ Jive Orchestra e le Jampin’ Ladies, con la loro leggerezza e l’armonizzazione di voci e note hanno reso omaggio “all’italianità” e alla femminilità. Ospite della serata, a sorpresa, Lino Patruno.
La Luca Galvani Band, nella seconda serata, ha convertito il palco in un salotto più intimo, e la tromba del suo mattatore ha ululato alla luna per quasi tutta la durata dello spettacolo. Ospite della serata, Max McCaine.
Per finire, nella terza serata è successo di tutto: Gigì e i Nowaday’s Orchestra, il palco lo hanno stravolto, inneggiando a Broadway con ritmo, simpatia, e un Burlesque straripante. Sul palco si è esibito anche il performing artist Lorenzo Grilli.
Musicisti eccezionali!
Ma le donne, vere performers di questi tre momenti, hanno generosamente fatto volare la musica in alto.
Laura Seragusa, Sara Caratelli e Chiara Talone, le Jumpin’Ladies; Chiara Vecchio, al fianco di Galvani; e Pamela Lacerenza, in arte Gigì, con le Ballerine di Burlesque, si sono guadagnate uno spazio tutto loro, meraviglioso, sensuale, poetico.
Quando il talento fa rima con passione
Nel guardare uno spettacolo, la mia attenzione si ferma spesso da qualche parte, cioè, c’è sempre un musicista o un cantante che più di altri mi sa trasmettere la passione per quello che fa.
Sì, perché la passione è un talento più del talento. Ed è una dote che rafforza la presenza scenica.
Voglio regalarvi qualche scatto di una ballerina la cui passione ho visto ravvivarsi ad ogni passo di danza e il cui movimento ho visto unirsi all’aria diventando parte di essa. Una specie di magia.
Le faccio indirettamente i miei complimenti!

Premio Tania Wolodimeroff
Come ogni anno dal 2010, Cesare Banchi assegna il “Premio Tania Wolodimeroff“, un riconoscimento a un fotografo/a che nell’anno precedente, durante una delle serate, ha colto un momento rappresentativo di una performance.
Se non consideriamo gli anni Covid, ho fotografato quasi tutte le edizioni del FJF, e quest’anno mi sono sentita in dovere di presentare una fotografia a cui sono molto legata e che ritrae “The King of Swing“, Emanuele Urso, in un’esibizione acrobatica con le bacchette. Urso è un musicista che stimo e che quando suona mi fa perdere completamente la testa. E l’ho immortalato proprio in quella sua iconicità: l’aria spiritata, gli occhi affamati di musica. Un vero talento italiano, un vero musicista a cui va tutto il mio affetto.
Ho accolto con gioia il premio per questo motivo, ma anche perché per una donna ricevere un premio dedicato ad un’altra donna è motivo di orgoglio.
Quest’anno, tra l’altro, per la prima volta, la targa è stata consegnata da Marco Serangeli, il figlio di Tania Wolodimeroff, e trovarmi in questa circostanza particolare mi ha davvero gratificata.
Grazie a Daniela Urdich per la foto della Premiazione.
DI SEGUITO LA GALLERIA FOTOGRAFICA DEL FORMELLO JAZZ FESTIVAL 2025
Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.













































































