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Intervista a Flavio Battisti

Con la poesia "La felicità è una sensazione" questo giovane studente della Scuola Secondaria di I grado R. Rossellini sarà premiato il 28 Marzo 2026

di Emanuela Gizzi
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Una dedica ai gatti

Flavio Battisti non aveva mai scritto un poesia prima di partecipare al concorso de “Il Formellante”, però ha all’attivo delle esperienze simili.

Sì, con i campionati di giochi matematici. Sono simili perché anche in quel tipo di meccanismo, per rimanere in gioco, bisogna qualificarsi.
Però in questo caso c’è stato anche l’aspetto della socializzazione, ho riso tanto con i miei amici, l’ho trovato carino questo progetto”

Ha gli occhi brillanti e vispi Flavio, sembra un ragazzino autonomo, anche se silenzioso. Ma dietro le apparenze si nasconde un’anima incerta.

Ho sempre paura di sbagliare. Anche la poesia che ho scritto, non sapevo se l’avevo impostata bene. Ma quando ho saputo che ero in finale ho acquisito più sicurezza in me stesso”

-E cosa hai provato quando lo hai saputo?-

Diverse sensazioni: all’inizio ero incredulo perché non sapevo di poter scrivere poesie. Poi ho provato a tirare fuori il Dante Alighieri che è in me e ora provo felicità. Era tanto che non sentivo una felicità così grande”.

La tenerezza infinita nel suo sguardo si riallaccia perfettamente al testo della sua poesia “La felicità è una sensazione”.

La voglio dedicare ai miei gatti che non ci sono più. Dora, che è morta lo scorso weekend, e Oscar, che è morto questa estate”

“La felicità è una sensazione” di Flavio Battisti

Una poesia quella di Flavio in cui la felicità assume aspetti diversi, perché non è solo una reazione: questa diventa anche motore per socializzare, per ripartire. Una radice ben salda.
E infatti anche Flavio ammette che per felicità lui intende proprio uno stravolgimento, lo chiama “vortice” a un certo punto.

Essere felici ti aiuta nei momenti difficili, non si può stare male se si è felici”

E invece la poesia, gli chiedo, cos’è la poesia?

Ehhh, è molto complessa. Prima ti devono venire in mente tutte le idee e poi devi capire quali sono le migliori. Il cervello ha bisogno di tempo”

Quando parla di scelte Flavio si riferisce alle parole che fanno rima con altre parole. Il suo linguaggio poetico va in quella direzione, e ha cercato con cura i termini giusti da inserire. Nel suo elaborato ci sono buone intuizioni e un lavoro di grande riflessione.
Ma nel rileggerla, a distanza di un paio di mesi da quando l’ha scritta, Flavio resta perplesso davanti all’ultima parola: pere. Che, sì, fa rima con avere ma che a lui non torna più rispetto al ragionamento che aveva fatto.
E questa considerazione è sacrosanta: una poesia non si scrive in un giorno. Le poesie hanno bisogno di tempo per maturare, non è finita finché non si ha più nulla da correggere. E anche dopo l’ultima correzione, a distanza di anni, si può trovarvi qualcosa di sbagliato lo stesso.
Fa parte della nostra crescita interiore ed è un bene non adagiarsi mai sulle proprie scelte, guardare sempre oltre, con coraggio. Flavio ha dato prova di essere un coraggioso e anche un ragazzo ottimista. Che siano per lui una guida nella vita.

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Emanuela Gizzi Fotografa ideatrice di Mapping Lucia

Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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