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Intervista a Luca Compagnoni

Con la poesia "I miei amici, la mia felicità" questo giovane studente della Scuola Secondaria di I grado R. Rossellini sarà premiato il 28 Marzo 2026

di Emanuela Gizzi
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Un percorso pieno di sorprese

Luca Compagnoni non aveva mai scritto poesie, né in rima né in prosa, prima di partecipare a “Il Formellante” e non aveva mai nemmeno affrontato un’esperienza simile.

E’ stato magico esprimere le emozioni, ho scoperto che in questo modo si possono dire tante cose che a voce sembrano impossibili. Quindi sono stato contento di fare questo lavoro, mi sembra tutto più facile adesso”

A Luca sono piaciute le tre esperienze che abbiamo sviluppato in classe, dal laboratorio alla masterclass e fino all’ultima giornata dedicata alle poesie in gara.
Lui è un ragazzino intelligente che legge molto o, come sottolinea, leggeva molto, perché adesso ha tanti compiti e gli manca il tempo per farlo.
Per approcciarsi al linguaggio poetico si è ispirato allo studio fatto con il Professor Di Giacomo, su Dante e Guinizzelli.

Il Prof è molto fiero di noi. Della nostra classe siamo stati selezionati in cinque per la finale, è un bel risultato anche per lui”

E anche per te, aggiungo.

Sì, io ero molto sorpreso. Ci ho lavorato tantissimo a quella poesia ma il mio unico intento era quello di esprimere le mie emozioni,  volevo solo dire ai miei amici quello che non sono mai riuscito a dire a voce”

“I miei amici, la mia felicità” di Luca Compagnoni

Ora che le parole sono state impresse su un foglio il nodo si è sciolto, come per magia, e la reazione degli amici è stata meravigliosa.

Gliel’ho mandata su whatsapp. Inizialmente, quando ancora non ero stato selezionato, mi hanno ringraziato, poi dopo mi hanno tirato una pacca sulla spalla. Erano felici perché è soprattutto merito loro se sono arrivato in finale”

Lo dice con affetto, con garbo, con una gentilezza che disarma. La sua felicità è la felicità degli amici. Gli dico, è anche merito tuo, l’hai scritta tu.

Eh, però senza di loro non avrei avuto un pensiero reale da scrivere”.

Per Luca,  l’approccio laboratoriale alla poesia è stato propedeutico, si è aperto con gli amici invece di rimanere in un guscio.

Questa è un’esperienza che va fatta, mi ha aiutato a crescere e a diventare la persona che voglio essere. Ed è un modo per farsi conoscere dagli altri”

Si intitola “I miei amici, la mia felicità” la poesia di Luca. Ed è un tributo alla vera amicizia.
Fanno riflettere alcuni termini che utilizza, molto ricercati, forse sentiti da qualche parte o forse estrapolati da contesti diversi. Il giovane autore ci porta comunque sul campo da tennis dove questa amicizia si consuma, dove arde forte il senso di sport, di passione, di fair play.
La tenacia con cui afferma il suo grande affetto per gli amici è il pilastro centrale delle strofe, sincero, netto, senza sbavature.
Nella vita, affetti così importanti se coltivati diventano granitici e l’amicizia, si sa, può essere una seconda famiglia.

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Emanuela Gizzi Fotografa ideatrice di Mapping Lucia

Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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