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Intervista a Mia Rios Sosa

Con la poesia "Ombre senza colore" questa giovane studentessa della Scuola Secondaria di I grado R. Rossellini sarà premiata il 28 Marzo 2026

di Emanuela Gizzi
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“Ombre senza colore” di Mia Rios Sosa

Mia Rios Sosa non aveva mai scritto una poesia prima di partecipare al Concorso “Il Formellante”  ma nell’esperienza vissuta ha trovato dell’originalità e un’occasione di crescita per se stessa.

Ho sempre pensato che attraverso le parole scritte ci si scopra troppo e si diventi molto vulnerabili”

E invece, nonostante i timori  è riuscita a scavarsi dentro, nel profondo, a trovare il nodo o i nodi che la opprimono, e infine a descrivere le tante rivelazioni quasi in punta di piedi, senza troppi clamori.
Anzi, si avverte piuttosto una rinuncia, Mia si tira indietro davanti al sentimento che ha scoperto.
C’è delusione nelle strofe della sua poesia “Ombre senza colore”. Lei stessa è rallentata da una catena invisibile e anche il respiro le si fa pesante. È delusione quella che prova, o c’è dell’altro?
Camminando sulla riva del mare anche le cose di cui potrebbe gioire -come il contatto con la sabbia o la presenza delle conchiglie-diventano astratte.

Le emozioni infelici

E il tema vero Mia ce lo svela solo alla fine, senza nominare espressamente il problema, ma è una questione nota che affligge la società odierna: parliamo dell’incomunicabilità.
Ce la lascia tra le mani questa parola ostica e chiude il sipario senza riuscire a sciogliere quel nodo.

La mia poesia parla di come io non riesca più a provare delle emozioni felici e parla anche dei giorni, che passano velocemente senza che io possa accorgermene”

Tagliente, un pugno nello stomaco.
Eppure una ragazza con gli occhi limpidi, che affronta gli eventi con innata delicatezza. Forse in questo percorso ha trovato una strada congeniale per accogliersi, trovarsi, risolversi.

Da questa esperienza ho imparato che tutte le emozioni, anche quelle negative, sono importanti per formare la nostra personalità.

Grazie alla poesia sto imparando a conoscermi meglio”

Nello spirito de “Il Formellante” questo è un grande successo.
Quando una ragazza fa un salto del genere significa che qualcosa ha funzionato davvero.
Per Mia la poesia è diventata un luogo sicuro, quasi come un rifugio dai momenti “no” e non ha più paura di scrivere.

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Emanuela Gizzi Fotografa ideatrice di Mapping Lucia

Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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