“Il rumore della bellezza e della felicità”
La rosa delle venti poesie finaliste de “Il Formellante” -scelte dalla Giuria tecnica che in questi giorni ha lavorato con cura alla individuazione degli studenti in concorso- è quanto mai varia.
Le poesie parlano di felicità ma anche di infelicità, di bellezza ma anche di come in un’età così tenera ci si senta brutti; e parla di emozioni, del rumore che fanno le emozioni. Le poesie di questi giovani studenti e studentesse sono farfalle in volo, pronte a conquistare il pubblico alla Premiazione del Concorso di Poesia.
Grazie al Comune di Formello e alla Responsabile, nonché ideatrice del “Bando delle Idee“, Roberta Mazzoneschi, ogni anno ben otto progetti prendono vita.
E a poterli realizzare sono semplici cittadini come me votati da altri cittadini. Un lavoro di squadra che non ha confini.
Letterina agli studenti e studentesse
partecipanti al Concorso di Poesia “Il Formellante”
“Il Formellante” è un formellese errante, curioso, che ama viaggiare e scoprire la vita ma anche scoprirsi. Auguro ai ragazzi di sentirsi sempre dei “Formellanti” e di camminare guardando al cielo.
Nelle vostre poesie c’è gioia e tristezza, due sentimenti che ci portiamo dietro tutta la vita: siate sempre consapevoli che il dolore si combatte con le parole, parlandone, confidandosi, scrivendo.
Attraverso la Poesia potete affrontare le vostre battaglie personali, i mostri che si presentano a infastidire i vostri cuori.
Mettere i pensieri nero su bianco permette di vedere meglio chi siamo, un’analisi costante della nostra anima e delle nostre insicurezze. Ma anche delle nostre bellezze.
La Poesia crea magia, c’è la musica dentro, ci sono i sogni: è attraverso i versi che troverete strade che non troverete mai da nessun’altra parte.
Le qualità che hanno determinato la scelta da parte della Giuria
Le poesie selezionate hanno meglio rispecchiato le tre qualità di cui avevamo accennato durante il nostro primo incontro, ovvero: l’originalità del componimento in base al tema proposto, l’utilizzo del linguaggio poetico, l’emozionalità del testo.
Tutti gli studenti, nessuno escluso, hanno espresso sentimenti importanti, è stato molto difficile arrivare alla rosa delle venti poesie finaliste de “Il Formellante”.
Sarà cura dell’Organizzazione del Concorso valorizzare anche quelle poesie che non sono risultate centrate sul tema, o che sono state scritte in forma di racconto, perché si ritiene, invece, vivissima l’emozionalità espressa. In tutte vi abbiamo trovato dentro tanto cuore.

Ecco allora stilata
la Rosa delle venti poesie finaliste de “Il Formellante”
I membri della Giuria non si sono mai interfacciati e non si conoscono tra loro, hanno lavorato separatamente così da evitare condizionamenti. Né conoscevano i nomi dei ragazzi, secretati dalla Segreteria del Concorso; e hanno potuto esprimere il loro giudizio in maniera libera, secondo il loro gusto personale, esperienza professionale e di vita, nonché intuito letterario.
Hanno dunque selezionato le seguenti poesie:
(in ordine alfabetico)
- “A te che…” – di Joana Mitrofan
- “Ecco venir la felicità” – di Matilde Amadio
- “I miei amici, la mia felicità” – di Luca Compagnoni
- “Il ragazzo bello senza specchio” – di Francesco Vallocchia
- “Il riflesso dei colori nell’acqua” – di Veronica Cambiaggio
- “Il suono della mia gioia” – di Ginevra Gentili
- “Il Tramonto” – di Gabriel Stortoni
- “Io sono così” – di Grilli Greta
- “La felicità è una sensazione” – di Flavio Battisti
- “La mia ex felicità” – di Gaia Colella
- “La mia felicità” – di Leonardo Politano
- “Mi fai sempre gioire” – di Anna Ntoumazios
- “Ombre senza colore” – di Mia Rios Sosa
- “Pé quanto so’ bello” – di Jody
- “Per te” – di Gaia Khachab
- “Quell’emozione” – di Leonardo Fausto Gismundi
- “Sei come…” – di Arianna Cannella
- “Sei così bella Natura” – di Marilyn Castillo Diaz
- “Una prigione mentale” – di Adriano Bojack Lombardi
- “Una sensazione indescrivibile” – di Matilde Pupillo
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Qualcosa sull’ideatrice del Concorso di Poesia
“Il Formellante”
Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.


2 commenti
Trovo il progetto stupendo .
Insegnare a mettere parole,pensieri , visioni su un foglio di carta . Avere il tempo di rileggerle e poterle eventualmente scegliere . Stupendo !
Grazie Cesare,
sì, sono speranzosa che questo semino piantato in loro cresca proprio così, tra le pagine, che è sempre un posto sicuro in cui ritrovarsi