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Intervista a Gaia Colella

Con la poesia "La mia ex felicitò" questa giovane studentessa della Scuola Secondaria di I grado R. Rossellini sarà premiata il 28 Marzo 2026

di Emanuela Gizzi
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Un legame indissolubile

Gaia Colella aveva già prodotto qualche poesia in passato, ne scriveva di felici, ma ora sono tre anni che non ne crea più.

-Perché?-

Da quando mio nonno è morto ho perso la voglia. E infatti questa che ho scritto per il concorso è dedicata a mio nonno che è in cielo”

Il tasto “nonni” mi tocca molto, lo devo ammettere, ho una certa affinità con questo sentimento. E comprendo perché la poesia di Gaia, pur non essendo strettamente poetica, ha scaldato il cuore della Giuria tecnica: c’è una musicalità che va oltre le rime e oltre le strofe.
Si tratta di pancia, di cuore, di dolore.

La poesia per me è una valvola di sfogo alla tristezza e alla rabbia. Il tema era la felicità e io nella poesia parlo di una felicità passata che però è dolorosa.
Metà della mia felicità è andata via, e l’altra metà ce l’ho ancora.
Per fortuna ho dei genitori affettuosi e premurosi, perché la scomparsa di mio nonno è una cosa che ricresce sempre, piano piano”

Il dolore va trasformato e credo che l’arte in genere, dalla poesia alla musica, dalla pittura alla fotografia, sia il canale giusto per farlo.
E in effetti, questo percorso didattico ha fatto emergere proprio le fragilità, le criticità, i nodi nello stomaco.

Io mi sento più coraggiosa adesso, e riesco a dire cosa provo, riesco ad esprimere meglio le mie emozioni, quelle cose che non dicevo a nessuno.
Mi sento più gentile, forte ed anche emotiva”

“La mia ex felicità” di Gaia Colella

La poesia si intitola “La mia ex felicità”. Un mondo intero questo titolo, in cui spunta una corazza per proteggersi e anche una lacrima che scende violenta.
Il titolo si ripercuote anche nel testo e fino a quella frase che è un macigno “… mio nonno ha rubato parte della mia vita…”.
Gaia affonda dentro una spirale che si fa anche sogno ma ne risale perché si aggrappa a mamma e papà, che ci sono e sono lì per lei.
Dotata di un affetto autentico, leale, riproduce nella poesia il suo stato, che emoziona. Criterio che ha fatto leva sulla Giuria e l’ha qualificata tra i finalisti.

Non ho mai vinto niente con qualcosa scritto da me e quindi è stata un’emozione unica al mondo essere stata selezionata”

Gioia e dolore crescono di pari passo, la vita è così, ma avere il dono di scrivere i pensieri, che siano poesie, che siano racconti, è un’opportunità incredibile che non va persa ma, anzi, coltivata.
Gaia avrà sempre il nonno al suo fianco, già questa poesia ne è una prova.

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Emanuela Gizzi Fotografa ideatrice di Mapping Lucia

Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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