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Audiodescrizione Martirio di San Matteo

L'opera del Ciclo di San Matteo è posta nella Cappella Contarelli, e qui è audiodescritta da Emanuela Gizzi

di Emanuela Gizzi
IL-MARTIRIO-DI-SAN-MATTEO-DI-CARAVAGGIO-AUDIODESCRIZIONE-DI-EMANUELA-GIZZI

AUDIODESCRIZIONE
MARTIRIO DI SAN MATTEO

 

Testo dell’audiodescrizione Martirio di San Matteo

Il quadro, opera di Caravaggio, è un dipinto olio su tela datato 1599 – 1600, di grandi dimensioni.

Il Martirio di San Matteo, ha la stessa drammaticità cromatica delle altre due opere, sia nel fondo molto scuro, sia nella luce calda che bagna la scena, da sinistra verso destra.
Al centro, un giovane -la cui muscolatura scultorea è messa in evidenza da questo fascio luminoso- è in piedi, con il torso e gambe nude, in posizione frontale, ma è  reclinato su un fianco e sbilanciato verso il basso, dove si trova San Matteo, sdraiato a terra, su un fianco.
Il giovane ha un profilo selvaggio, i capelli arruffati dentro un nastro bianco che gli cinge la testa; gli occhi scuri, pungenti, la bocca spalancata e il collo in tensione, come il resto del corpo.
Un braccio è piegato e contratto all’altezza del ventre, nella mano luccica una spada, che impugna energicamente; l’altro braccio, invece, segue la linea del busto, si allunga verso il basso dove la mano cinge con foga il polso di San Matteo, tenendolo fermo.

Il santo ha il volto calvo e barbuto rivolto verso il carnefice che l’ha già trafitto all’altezza del cuore, dove fiotti di sangue hanno intriso il paramento, arrotolato quasi fino al collo per la ferocia dell’azione.
La mano, sollevata in alto, se pur immobilizzata dal giovane, è aperta, pronta ad accogliere la palma della pace che un putto, affacciato all’ingiù da una nuvola vaporosa, gli tende.
Sullo sfondo, la luce rivela una croce greca impressa su un altare, e un fonte battesimale, mentre davanti, dove si svolge il martirio ci sono assi che riportano a un palcoscenico inclinato, più terreno.
Intorno ai protagonisti alcuni uomini e un bambino. Quest’ultimo, corre via dalla parte opposta a quella dove il santo è agonizzante, ma volge indietro la testa, gli occhi fissi su di lui, la bocca spalancata in un grido e le mani, invece, davanti a sé, che sfarfallano in aria.
Di lato al carnefice, e anche dietro, diversi uomini assistono impietriti, con occhi strabuzzati, le facce sgomente. Uno tira su le braccia, i palmi delle mani aperte, come per fermare l’orrore che si sta compiendo; altri scappano e, altri ancora, esprimono angoscia, come il viso dell’uomo sullo sfondo -che gli studiosi reputano essere l’autoritratto di Caravaggio– . Quest’ultimo ha gli occhi abbassati di lato e una smorfia nascosta sotto la barba scura.
Due giovani battezzandi, posti alla stessa altezza del santo, sulle quinte del palco, offrono la loro morbida nudità, che si distacca da quella tonica del carnefice. Uno ha le braccia tese di lato, su uno scalino di legno, mentre il corpo e le gambe sono su un piano rialzato. Caduto malamente, cerca di reggersi come può. L’altro, seduto di spalle, ha le natiche esposte.
I due battezzandi, in basso, e l’angelo, in alto, disegnano un triangolo invisibile, una cornice che focalizza l’attenzione su San Matteo e il suo carnefice.

Il quadro misura: 323 centimetri per 343

Audiodescrizione di Emanuela Gizzi

Emanuela Gizzi Fotografa ideatrice di Mapping Lucia

Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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