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Llangollen, una terra tagliata dal treno

di Emanuela Gizzi
Llangollen Castello di Dinas Bran PhotoCredit Richard Nevell

Llangollen suscita il desiderio del viaggio mentre si viaggia, perché si ha il bisogno costante di provare il pulmino, il treno, il battello e infine il cavallo

Desiderosa di arrivare

Llangollen è il luogo del cuore del mio viaggio in Galles. Le emozioni mi hanno necessariamente trascinata, soprattutto a bordo dell’antico treno a vapore e durante una passeggiata a cavallo, spalancandomi davanti agli occhi dei paesaggi senza tempo.

Era la prima volta che prendevo l’aereo e, all’andata, devo dire, non mi sono resa conto, ero coinvolta completamente da ciò che avrei visto, cosa avrei mangiato, chi avrei incontrato; al ritorno, invece, quel cielo mi spaventò terribilmente, la novità di volare era ormai consumata e era rimasto spazio solo per la paura.

Ma è una disavventura che non ha lasciato strascichi, piuttosto, a distanza di molto tempo i ricordi riaffiorano come se li avessi vissuti ieri.

La terra di Re e Regine

Il Principe Carlo e Lady Diana Spencer erano appena convolati a nozze, l’intero paese sembrava travolto dal tifo da stadio.

Llangollen, come il resto del Regno Unito, era stato tappezzato di bandierine col dragone e dalle fotografie dei neosposi, questa coppia reale che incarnava il sogno romantico dei comuni mortali. E che, inoltre, diffondeva pathos in ogni angolo, di ogni strada, sui volti orgogliosi dei cittadini, sulle riviste patinate e dentro le vetrine dei negozi.

Erano, in qualche modo, vittime di una sovraesposizione mediatica ma anche un vero manifesto della nazione, a cui nessuno poteva sottrarsi: dalla Regina all’ultimo commerciante che vendeva i souvenir-bomboniera, tutti, erano nella grande bolla.

Io avevo venti anni. Era il 1981.

Ho respirato un momento storico di grande fascinazione e l’ho fatto a modo mio, girando su un piccolo pulmino e dormendo nelle fattorie che si incontravano lungo il percorso. In modo semplice, cercando di scoprire tutto quello che potevo, viverlo con estrema libertà di pensiero. Ho viaggiato così, insieme a una mia amica e alle nostre rispettive sorelle, un cammino al femminile, stranamente agitato da pochi scampoli di pioggia, attraverso un territorio che ci ha saziate.

Canale di Llangollen Fonte dayoutwiththekids.co.uk

Canale di Llangollen Fonte: dayoutwiththekids.co.uk

Dalle acque di Llangollen

Llangollen era tranquillo, le case basse, a schiera, alcune prettamente anglosassoni costruite con i mattoncini rossi, altre dipinte di bianco che giocavano con la luce diafana.

Si sentiva lo scorrere dell’acqua, una melodia incessante e, non solo del Fiume Dee ma anche dei canali circostanti. Un luogo incredibile. Si può fluttuare, imbarcandosi su dei battelli -sospinti lateralmente da cavalli che camminano lungo le banchine- o rimanere sospesi, col fiato in gola, sulle chiatte che valicano l’Acquedotto Pontcysyllte. Quest’ultima è un’opera di ingegneria civile e Patrimonio Unesco, che essendo anche navigabile, oltre che pedonale, permette un’avventura fuori dal comune.

Io mi sono sentita aggredire dalla varietà di verdi del Denbighshire, questa contea a nord del Galles, i cui confini godono di colori qualche volta selvaggi, qualche volta di ispirazione fiamminga e che, mai come su un treno, si riescono a percepire in tutta la loro elettricità e nella diversità di sfumature.

Real Ale Express Fonte dayoutwiththekids.co.uk

Real Ale Express – Fonte: dayoutwiththekids.co.uk

In treno fino a Carrog

Da Llangollen, infatti, parte il Real Ale Express, un antichissimo treno a vapore che oggi collega la cittadina al villaggio di Carrog, per itinerari solamente turistici.  Un tempo la tratta era molto più breve quindi è solo grazie alla sua estensioni che si sono ripristinate anche le stazioni.

Io restai sospesa tra gli orizzonti più incontaminati: non c’erano solo tappeti istrionici naturali, che si modificavano a mano a mano che il treno tagliava la terra, ma anche una ruralità che si alternava alla bellezza garbata.

Il treno era lentissimo, non aveva fretta di arrivare, si intrecciava e poi viaggiava parallelo al fiume Dee, con il quale sembrava entrare in competizione, di tanto in tanto, poi si arrampicava e ridiscendeva, svelava vedute dalle caratteristiche cinematografiche, volti di questo Galles che restano impressi come frame di una pellicola.

Le favole con 17 castelli

A rendere questo territorio ancora più suggestivo è l’Iron Ring, l’anello di ferro, una cinta difensiva composta da ben 17 castelli che, da solo, resta la parte più consistente dell’intero complesso di fortezze per cui il Galles vanta un Primato, non solo europeo ma mondiale.

Questi manieri orlati, richiamano alla memoria il mondo dei Tudor ma anche quello più leggendario di Re Artù e, per accedere ai segreti delle mura e dei torrioni ma anche dei ruderi, oggi, che lo si può fare, sarebbe utile diventare membro del Cadw, che in Italia è l’equivalente del Fondo Ambiente Italiano (FAI).

Essere sostenitori del patrimonio culturale gallese permette di entrare e uscire da molti dei Castelli del Denbighshire in modo del tutto gratuito. E, si può essere membri anche solo per un mese o, se ci si affeziona all’idea, richiedere la tessera per tutta la vita.

Un fuori programma

Durante il mio soggiorno ho potuto visitare anche il Castello di Cardiff, più a sud, fuori però dall’anello di ferro. Lì convivono davvero lo spirito romano, antico di duemila anni, quello normanno, consumato sui cinquanta scalini che si srotolano nella fortezza, e quello bellicista, intrappolato nei tunnel sotterranei che salvarono la vita a circa mille ottocento persone.

Il suo aspetto era integro, come tutti gli altri castelli, e l’incontro tra la roccia e il verde brillante, delle campagne intorno, gli restituiva l’armonia propria di un edificio che aveva resistito a tutto e, da qualche anno, si crogiolava, accarezzato dallo sguardo ammirato dei turisti.

LLangollen Castello di Dinas Bran PhotoCredit Ultimax Wikimedia Commons

LLangollen – Castello di Dinas Bran – PhotoCredit Ultimax Wikimedia Commons

Quella strada per Llangollen

Llangollen grazie alla sua posizione, sulla rotta che un tempo era battuta dalle diligenze, è uno snodo tra l’Inghilterra e l’Irlanda, infatti tutto il traffico portuale che scende a Holyhead, cittadina affacciata sul mare d’Irlanda, passa di qui e si dirige verso Londra.

Lungo alcuni sentieri, che riconducono a quella strada originaria, ci siamo avventurate in una passeggiata a cavallo, con guida esperta.

Il posto ci aveva già offerto opportunità incredibili: dal piccolo viaggio in treno a vapore alle escursioni verso luoghi più mistici come Dinas Bran, il decadente Castello dei Corvi, e Valle Crucis, l’ultima Abbazia Cistercense costruita in Galles ma, il nitrito pacioso degli equini, ci riaccese delle curiosità.

In sella è più forte

Di quella galoppata ho due ricordi. Il primo puramente di natura visiva, sento il fruscio e riesco a immaginare ancora, se chiudo gli occhi, le felci che vestivano la collina, altissime, così fitte da sembrarmi un oasi.

Il secondo ha a che fare, invece, con la sfera fisica. Era la prima volta che montavo un cavallo e, per mia sfortuna, mi sono trovata sulla groppa di un animale sbrigativo: essendosi trovato davanti un altro cavallo -che mangiava l’erba- ha pensato bene di saltarlo, facendomi volare, letteralmente, con lui in questa rocambolesca falcata.

In tutto ciò non perdetevi l’ottima zuppa inglese!


P U O I    L E G G E R E   A N C H E   G L I   A L T R I   L U O G H I   D E L   C U O R E  :

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Dakar, il luogo del cuore che è tanti luoghi

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Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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