Home IL CREMERATrekking con gli Etruschi Dove passa il Crèmera: una via lunga 30.5 km

Dove passa il Crèmera: una via lunga 30.5 km

di Emanuela Gizzi
Dove passa il Crémera - Cavalli al Sorbo Pht Emanuela Gizzi Mapping Lucia

Sai dove passa il Crèmera? Nasce in mezzo a una vegetazione bella, attraversa paesi, siti etruschi, si mescola con la storia e si unisce al Tevere in zona Labaro

Dentro questa terra

Dove passa il Crèmera c’è una poesia che non necessita rime. Un àncora a cui aggrapparsi se non ci sentiamo in sintonia con le cementificazioni selvagge o l’immondizia abbandonata.

Il contatto vivo con la terra mi fa sentire di far parte di qualcosa di molto più grande e in grado di rigenerarsi.

Riuscire a descrivere una vallata, uno skyline di alberi, l’orizzonte argenteo o plumbeo che si solleva dall’acqua, è un po’ come riuscire a cogliere l’arte e l’essenza che c’è dietro, arrivare a farne parte. Essere in simbiosi con la scenografia che di volta in volta si apre e mi accoglie.

Dove passa il Crèmera ci sono i nostri piedi

Mi concedo spesso un paesaggio tra le Valli del Sorbo. Lo osservo, lo respiro, lo custodisco e di solito ne scrivo, ho bisogno di farlo -egoisticamente- per rintracciare quello spessore sottile che c’è tra l’impatto visivo e l’emozione che suscita.

È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo. La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo”

questa frase di Fernando Pessoa, non lascia dubbi, la terra può essere amata se ci amiamo.

La civiltà e l’etica sono solo due dei traguardi che dobbiamo prefiggerci se ci vogliamo bene. Non trascuriamo mai il senso della nostra vita e dei nostri piedi.

Valle del Sorbo Pht Emanuela Gizzi Mapping Lucia

La purezza e la poesia

Dove passa il Crèmera c’è il coraggio della Natura che mi ha insegnato a pazientare, ascoltare, perseverare. Sono cresciuta con il suo quieto esserci. Non potrei vederlo scomparire. Mi sento complice di una pace fragorosa, suggestionata dalle voci degli alberi, mi sento una margherita al vento mentre il vento mi spiffera addosso i segreti della terra e dell’acqua.

Io ascolto. Resto in ascolto a lungo. Si solleva il nitrito dei cavalli che spezza quel via vai ventoso. E poi osservo. Sollevo lo sguardo verso il Santuario, luccica, accarezzato da un pulviscolo evanescente di luce.

Mi piace la pace che si sente. Perché pensiamo che il mondo sia qualcos’altro?

I luoghi sul Crèmera

Le rocce e gli alberi così duri, rugosi, sono creature imponenti di cui un territorio non può fare a meno. Mi ci siedo, li accarezzo, sento i secoli passarmi tra le dita.

In fondo c’è il vecchio Mulino, reminiscenza di una comunità di lavoratori, e la Cascata della Mola che -da protagonista- si diverte a rimescolare il rumore, semplificare la memoria.

Dove passa il Crèmera cresce rigogliosa la vegetazione e anche gli spiriti.

Dove passa il Crèmera - Sorgente Pht Emanuela Gizzi Mapping Lucia

L’acqua è il sangue della terra, ci porta in giro, io lo inseguo, non mi curo degli alberi caduti, dell’accidentalità di alcuni tratti, mi sa cullare, mi sa condurre. Arrivo nei luoghi incorruttibili, quelli che non si fanno cancellare dall’uomo, arrivo alle sorgenti, sotto lo sperone dove goccia la vita, alle fonti tra Formello, Sacrofano e Campagnano, dove tutto ha inizio.

Dove passa il Crèmera la pace aumenta

Qui scendono dei muschi e delle stalattiti, in inverno, che fanno sembrare la normalità un fatto strano; e poi una tessitura di edere che dal Casco delle cornacchie arrivano a toccare il torrente sottostante. A volte il Crèmera è un rivolo, a volte un fiume.

È qui che si palpa chi siamo e a cosa apparteniamo. Dentro questa cavità.

Spalanco i sensi e mi faccio accarezzare da un fruscio remoto, mi siedo su una nuova roccia e ascolto il battito del mio cuore che rimbomba attutito dal vuoto. Sono nella cassa toracica del Crèmera, in pace con la vita.


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Un video della Mostra Fotografica VI HO RUBATO IL CREMERA @30.5


 

Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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2 commenti

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Barbara Auguste Schulz 7 Febbraio 2021 - 10:37

Bellissimo il Sorbo con il fiumicello Crèmera che dà vita alla Valle del Sorbo. Le tue parole rivelano un profondo amore per questa terra e il fiumicello. Grazie di ricordarlo.

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Emanuela Gizzi 12 Febbraio 2021 - 19:27

Grazie Barbara, sì un grande amore, sconfinato. Ma è anche un modo per farlo conoscere.
Sono luoghi in cui si cammina senza fare rumore!

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