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Il Crèmera in un libro fotografico scaricabile

Dieci anni fa nasceva il progetto "Vi ho rubato il Crémera", completato ed esposto nel 2016 in Sala Orsini a Formello

di Emanuela Gizzi
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Nel 2014 l’idea di rubare il Crèmera

Il Crèmera non è un semplice torrente. Il Crèmera è uno stile di vita, la mano che conduce i passi, l’energia primordiale; è il complesso di natura, storia, arte e cultura che punteggiano le sue rive, un’esperienza sensoriale e anche romantica.
Dieci anni fa mi venne l’idea di deviare il suo corso -simbolicamente- e farlo scorrere dentro la Sala Orsini di Palazzo Chigi a Formello.
Il titolo era proprio Vi ho rubato il Crèmera, una storia bellissima che mi sono guadagnata giorno per giorno camminando lungo il suo letto.
Oltre alle ricchezze etrusche, religiose, culturali, ho dedicato una sezione speciale agli Alberi del Crèmera, un collage di immagini per esaltarne la resilienza e ricordare quanto gli alberi sono un elemento integrante di noi e delle nostre vite.

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Il Crèmera dal 2004

Ma questo è un cammino iniziato molto prima.
Era il 2004 -quindi parliamo di 20 anni fa- quando partecipai a una mostra fotografica collettiva dove decisi di presentare lo scatto “Cavalli che attraversano il Crèmera“.

foto-di-cavalli-che-attraversano-il-torrente-crèmera-dietro-una-folta-vegetazione-di-alberi-dai-colori-brillantiUna foto semplice, eppure per me tanto significativa. Da allora lo rincorro.
Quella immagine poi è stata pubblicata sul libro Radici e tradizioni contadine nel Territorio di Formelloe, trovarla lì, diverso tempo dopo, mi ha rinnovato quello stimolo a cercare il Crèmera ovunque fosse diretto.

 

I MIEI QUATTRO PASSI DI FIANCO AL CREMERA


1. La docu-mostra “Vi ho rubato il Crèmera”

Il Crèmera mi culla da quando ero bambina ed ho sentito il desiderio di proteggerlo, a mio modo, facendolo scoprire a chi non lo conosceva.
A quella mostra parteciparono più di seicento persone, complice anche l’Apertura del Museo dell’Agro Veientano.
Gli scatti non sono capolavori di fotografia ma una documentazione del suo corso, dalla foce alla sorgente. Sì, hai capito bene, è narrato controcorrente perché volevo lasciare negli occhi di chi guarda sempre più bellezza e, modestamente, le parti più incredibili si trovano nella Valle del Sorbo e sotto il Casco delle Cornacchie. 
Mancano, ovviamente, i tratti che sono stati davvero rubati alla comunità e che scorrono all’interno di proprietà private.

Devo ringraziare mio padre, Dino Gizzi, che mi ha fatto scoprire la sorgente, e l’Esploratore Veientano, Francesco Braghetta, che mi ha accompagnato in alcuni cunicoli etruschi; ma anche Diego Perucchini con cui ho condiviso molti di questi luoghi e Alessandro Francucci che mi ha seguita ricavandone anche un breve video.

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2. La rubrica Il Crémera

A seguito di quella esperienza, quando ho creato questo Blog, Mapping Lucia, mi è sembrato giusto dedicare una rubrica al territorio che vivo, suddividendola in tre sottocategorie:


3. La Favola del Crèmera

Durante il lockdown, insieme a Sara Fianchini, Italia Sica e Cristiana Altarocca abbiamo redatto un libro, illustrato da Sonia Martelloni e dalle allieve dell’ArteStudio San Sebastiano: La Favola del Crèmera, un racconto che narra l’avventura di due bambine in giro per i boschi, tra le forre e i cunicoli, negli antichi mulini e tombe, al cospetto di leggende e grandi personaggi storici.
Le protagoniste , accompagnate da un’allodola e da molti animali parlanti, raggiungono caparbiamente tutti i siti naturali e storici che continuano a esistere lungo il corso del torrente e che, in qualche modo, ricalcano le tappe della docu-mostra del 2016.

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4. Il Crèmera “scaricabile” ↓

Una volta messi insieme tutti questi pezzi, l'anno scorso, ho iniziato a lavorare a un libro in formato pdf , dal titolo facilissimo: "Vi ho rubato il Crèmera" che ora è pronto per essere "sfogliato" da voi.
Le pagine riuniscono tutte, o quasi, le immagini esposte in mostra. Dalla foce, sul fiume Tevere, fino alla sorgente, in territorio formellese e, ogni immagine, ricostruisce un percorso lungo 30,5 chilometri.
In questi luoghi ricchi di fascino e magia mi sono persa e ritrovata, ho respirato tutta la potenza che emana la terra e ne ho fatto tesoro.

NON TI RESTA CHE CLICCARE SULLA COPERTINA DEL LIBRO E SCARICARLO GRATUITAMENTE!

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Scarica (gratuitamente) anche il libro sugli Alberi del Crèmera.

Il Crèmera tormenta molti

Di recente sono stata invitata dal gruppo degli Esploratori Veientani e dal documentarista Domenico Parisse ad intervenire nella trasmissione “Polis“, di Radio Roma, dedicata ai territori.
Inutile dire che per me è sempre un grande onore parlare di Formello e, in questo caso, più specificamente del torrente che amo.
Ogni pretesto è buono per condividere con un pubblico sempre più ampio tutta quella bellezza sommersa che affiora alla luce anno dopo anno.

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Un Documentario e un Libro sul Crèmera

Il documentario “Il Crèmera nelle Terre di Veio” -girato da Domenico con l’ausilio di Francesco Braghetta, Gianni Gualerni, Pietro Macri, Luigi Perini ed altri- è un bellissimo lavoro che sta riscuotendo un notevole successo durante le varie presentazioni.
Questo prodotto, che ha già ispirato altre realtà locali, tipo gli Esploratori dell’Agro Falisco, è in concorso presso il Festival Internazionale Cinematografico “Aqua Film Festival” organizzato da Eleonora Vallone.
Il 9 giugno si saprà l’esito quindi, amici, vi auguro di vincere. Il cortometraggio merita, è un frammento del nostro essere etruschi, delle nostre terre ed è girato con amore, dedizione, grande sentimento.

copertina-libri-il-cremera-nelle-terre-di-veio-con-immagine-di-un-paesaggio-sotto-una-brama-di-foschia-e-il-sole-che-sorge-all-orizzonteNel mentre -faccio anche un piccolo spot- è quasi in uscita il libro che ripercorre le tracce del corto e ne riprende il nome “Il Crèmera nelle Terre di Veio”, di Domenico Parisse ed Esploratori Veientani.
Sulla quarta di copertina una meravigliosa citazione di Italo Calvino.

 

In bocca al lupo e viva il lupo!

Guarda la trasmissione di Radio Roma

Guarda la trasmissione di Radio Roma, Polis, condotta da Massimiliano Cacciotti.

Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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