Home VIAGGIO A REGOLA D'ARTE Inchiostro Blu a Formello: donne e arte

Inchiostro Blu a Formello: donne e arte

di Emanuela Gizzi
Inchiostro Blu Pht Emanuela Gizzi Mapping Lucia_5

L’Inchiostro Blu pennellato denso, come se fosse ancora vivo. Questa è l’impressione surreale che generano le opere di Officina Creativa Le Lase, da non perdere

Sala Orsini si dipinge di blu

Inchiostro Blu è una mostra di ceramiche e passione, di foglie che troneggiano su arazzi, di vetri indossati come opere d’arte, e di un dialogo importante, viscerale, tra artiste, e i vari materiali e tecniche utilizzati.

Ho incontrato Manuela Troilo, la Presidente dell’Associazione Officina Creativa Le Lase organizzatrici della mostra. Ci ha fatto da cicerone a me e al mio amico Maurizio Cosimi, che ringrazio per alcuni scatti fotografici.

Inchiostro Blu, musica e poesia per sentirsi liberi

Gli interni sono quelli della Sala Orsini del Palazzo Chigi di Formello. Le pareti e le sale sono bianche, i punti di blu sono tanti, e subito ci si rende conto di come questo colore sia indissolubilmente legato alla libertà.

“In effetti il blu come tema, nasce da sé” mi informa Manuela Troilo “tutti gli artisti lo amano, qualcuno ne ha fatto dei veri e propri periodi, da Picasso a Van Gogh, da Paul Klee a Vasilij Kandinskij. È il colore dello spirito, è un colore femminile, morbido e che aiuta alla meditazione”

E in questo momento storico, dopo l’enorme buco creato dal Covid, l’espressione del Blu diventa un sinonimo di mare, cielo, di vibrazioni positive. E la mostra, oltre ad esaltare questo aspetto, ha portato in scena la musica -con Raffaella Siniscalchi, grandissima voce jazz, e Massimo Antonietti alla chitarra- e porterà in scena la poesia, il 31 luglio alle 19 con l’autrice Marina Petrillo.

La Natura come tema centrale

In Inchiostro Blu l’Arte si mescola all’arte.

L’arte è un insieme di tante cose, di tecniche ad esempio. Noi abbiamo unito la ceramica alla pittura, alla textile arts, al raku, esaltato il vetro come gioiello, e inserito materiali come le lamiere, i materiali di recupero, la stoffa, le foglie. Ogni cosa può diventare arte. Poi le abbiamo fatte dialogare queste forme espressive, le abbiamo esposte cercando di dare vita a una mostra organica”

E in effetti il risultato c’è, è piuttosto tangibile che ci sia una grande ricerca, una grande professionalità, ma soprattutto si respira il mare, il bosco, le stagioni.
Inchiostro Blu Pht Emanuela Gizzi Mapping Lucia 31

Foglie tintorie di Manuela Troilo

Il tema della natura è il nostro elemento chiave. Guarda questi vasi, qui c’è il vento che Cinzia Catena -una delle artiste- ha sentito forte e rappresentato così. Qui, su questo arazzo di juta, ci sono le foglie tintorie. Cioè le foglie che tingono la carta. Per ottenere questo risultato ho immerso la carta nell’acqua di ferro con l’aceto, messo tra un pezzo di carta e l’altro le foglie e lasciato agire il tannino. Poi ho avvolto la carta in tubi di ferro o in rami di legno particolari, come noce o castagno, e le foglie a quel punto hanno sprigionato i loro colori dando vita a nuances naturali”

Gli Archetipi di Inchiostro Blu

Ma la Natura non è l’unico elemento che unisce queste opere d’arte.

“No, ci rifacciamo anche agli archetipi, cioè a quei simboli noti che gli artisti utilizzano come vezzo. Questi dischi di Fernanda Cabello, ne sono un esempio, e tracciano i sentimenti, l’amore, l’amicizia, l’emotività”

Le Artiste

La mostra Inchiostro Blu, abbiamo detto che è un’idea e progetto dell’Associazione Le Lase. In questa esposizione troviamo 6 donne, molto diverse tra loro, e che si sono messe al servizio dell’arte.

Manuela Troilo

Manuela Troilo proviene da un percorso misto di pittura, mosaico e ceramica poi ha iniziato ad utilizzare le lamiere, le piace trovare la ruggine, tornare all’origine dei materiali. Mescola materiali di recupero, scaglie di ceramica e lamiere per creare quadri-scultura.
Le sue opere non hanno confini, viaggiano dalla scultura alla pittura, dal disegno all’acquerello.

Le altre protagoniste ce le presenta lei:

Fernanda Andrea Cabello, Cinzia Catena e Alessandra Francesca Spina

“Fernanda Andrea Cabello è una ceramista italo-argentina, vincitrice di molti Premi, tra cui il Premio Palermo ed ha collezionato notevoli critiche nel suo lavoro, tra cui anche quelle di Vittorio Sgarbi.
Cinzia Catena è una grandissima ceramista, ha una delle più importanti di scuole di ceramica a Roma, sia per numero di allievi che per tecniche particolari insegnate. Come per esempio il Neriage, una tecnica giapponese nata nel Settecento che mescola le terre colorate direttamente nell’impasto e le cuoce insieme, quindi via pitture o smalti postumi. L’effetto del disegno è a spirale.
Questa tecnica è molto difficile perché quando si lavora non si vedono le nuances, quelle emergono solo a cottura ultimata, quindi ci vuole molta capacità tecnica e tanta esperienza.
Qui invece abbiamo Alessandra Francesca Spina che ha un grande dono, quello di saper unire l’arte della ceramica all’impegno sociale. Ha una scuola che si chiama Acqua e Fuoco Ceramiche e lavora con persone affette da disturbi psichiatrici, li aiuta a manipolare la creta per potersi esprimere”

Inchiostro Blu Pht Emanuela Gizzi Mapping Lucia_9

Sfere di Fernanda Andrea Cabello

Suoni di Inchiostro Blu

Camminiamo lentamente dall’una all’altra opera: ogni oggetto racchiude delle storie e, so che non si fa, ma mi veniva di toccarle tutte.
Tra le opere di Fernanda, ci sono delle sfere color avorio che toccandole si sente la seta tra le dita. Sono molto levigate e la loro consistenza racchiude foglie e crini di cavallo. E poi c’è una campana tubolare meravigliosa, appesa quasi in mezzo alla sala.
Ci spiega Manuela che si tratta di una tecnica chiamata Paper Clay, è di origine statunitense e mescola insieme porcellana e carta pesta. Queste vengono fatte cuocere a una temperatura di 900 gradi, la carta brucia e la ceramica acquisisce una trasparenza e una leggerezza particolari. L’effetto è un suono più cristallino, melodioso. Davvero una magia sentirle toccarsi tra loro.

Onde ferrose

Su un tavolo, poi, ci sono diversi quaderni d’arredo, fatti con la tecnica delle foglie tintorie e poi c’è uno strano oggetto che somiglia a un’onda.
Si tratta in realtà di una lastra, che rimanda un effetto ferroso, pensata per fare da base al Kusamono, cioè al Bonsai. Le fessure tra un’onda e l’altra possono essere riempite di terra e muschio per creare una composizione che esalti il Bonsai.

Inchiostro Blu Pht Emanuela Gizzi Mapping Lucia_2

Gioielli di Francesca Romana Sansoni

Nelle teche invece sono esposti dei gioielli particolarissimi di:

Paola Marzoli, Francesca Romana Sansoni e Raffaella Troise

“Sì, questi con di vetro e metallo sono di Paola Marzoli, lei è architetto. Le sue opere sono di design e con i suoi disegni crea davvero forme straordinarie. Sono appariscenti, sono opere d’arte, e questo elemento è alla base di una filosofia specifica: cioè che l’arte va indossata. Lo stesso possiamo dire per i gioielli di Francesca Romana Sansoni, che attraverso il raku porta sulla pelle delle donne una natura che si ispira a Paul Klee, Joan Mirò. E infine per le maschere di Raffaella Troise. Lei ha una scuola di ceramica a Roma e porta avanti una grande ricerca sul raku e sulle maschere tribali. Lavorate in piccolo diventano, anche queste, opere d’arte da indossare”

È una mostra incredibile, e poi diciamocelo, le donne sanno inventare mondi. E questo mondo racchiuso nella Sala Orsini di Formello, questo Inchiostro Blu, ha una storia bella da raccontare.

Non perdetela, sarà esposta fino al 10 agosto.

La Gallery

 

Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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