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Rigoletto al Formello Chigi Festival

Nella splendida cornice di Piazza San Lorenzo è andato in scena Il Rigoletto a cura dell'Associazione ViviamoL'Arte

di Emanuela Gizzi
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La trama del Rigoletto

Una storia sulla scia delle tragedie greche

“La piece originale, di Victor Hugo, si chiamava –Il Re si diverte-, solo che essendo -il regnante- descritto come un donnaiolo incallito, e soprattutto essendoci all’interno una congiura per ucciderlo, nella trasposizione di Verdi il re diventa un duca, il Duca di Mantova.
Nella sua corte c’è questa figura del Rigoletto che, essendo il buffone di corte, attira su di sé l’odio generale. Infastidisce tutti con la sua lingua tagliente e le sue esternazioni poco carina ma è intoccabile, è il protetto del Duca, quindi nessuno osa contraddirlo.
Il Duca, dal conto suo, pensa solo alle donne. E, si invaghisce -tra le altre- anche di una bellissima ragazza. Per corteggiarla si traveste da poverello, pensando così di poterla approcciare più facilmente.

Il primo atto si apre con una festa e, durante la festa, nelle mire di Rigoletto c’è il Duca di Ceprano, la cui bella moglie è caduta nelle grinfie del Duca di Mantova. Rigoletto lo sfotte fino alle lacrime e senza pietà.
Alla festa, appare a un certo punto anche il Conte di Monterone, la cui figlia è stata disonorata dallo stesso Re. È lì per difendere l’onore della figlia ma il Duca di Mantova lo fa arrestare.
Rigoletto infierisce anche sul povero uomo, già provato per la situazione della figlia. Questi non ci sta a prendersi tanti sberleffi, sicché davanti a tutti lo maledice.  Un momento clou perché la maledizione pesa come un macigno sul buffone di corte. Lui è un fobico di natura, resta di stucco di fronte alle parole del Conte di Monterone, e inizia a guardarsi intorno sospettoso.

Nel frattempo il Duca di Ceprano è venuto a sapere che Rigoletto ha un’amante: è il cavaliere Marullo a svelarlo euforico, avendo pedinato una giovane ragazza a cui il Duca di Mantova stava ossessivamente dietro. Ma nessuno di loro sa che in realtà che la ragazza è la figlia di Rigoletto, la bella Gilda.
L’idea dei cortigiani è di rapirla per fargli un dispetto e ridicolizzarlo a sua volta. Ma non si accontentano, lo coinvolgono nel rapimento facendogli credere che la rapita sarà la Duchessa di Ceprano. Rigoletto si fomenta subito per questa iniziativa dei cortigiani che lo vogliono nientemeno che come palo.
Prima di arrivare al capezzale della donna i cortigiani lo bendano. Lui resta lì mentre la giovane ragazza viene rapita e condotta nelle stanze del Duca di Mantova, felice del regalo.
Rigoletto, rimasto per troppo tempo da solo, si toglie la benda e nel riconoscere la casa si allarma subito.
Che gli abbiano teso una trappola?
Corre a cercare la figlia, implora che i cortigiani gli dicano dov’è ma, essendoci solo burle e risate per lui, a un certo punto grida: “ridatemi mia figlia!” .
Tutti restano basiti, nessuno si aspettava un tale risvolto.
Rigoletto, quindi, non fa in tempo a salvarla: il Duca di Mantova l’aveva ormai fatta sua, ignorando lui stesso si trattasse della figlia di Rigoletto.

Allora cosa accade… che Rigoletto, stanco del Re, del suo metodo con le donne, decide di farlo uccidere da un assassino, un tal Sparafucile, che aveva incontrato un giorno in locanda. Questi, agisce adescando le vittime grazie a sua sorella Maddalena che li attira con le graziose avances.
Non gli dice che si tratta del Duca di Mantova, gli indica solo l’uomo da uccidere.
Ma, al momento di agire, anche la sorella di Sparafucile resta invaghita del Duca di Mantova. E chiede a suo fratello di uccidere qualcun altro al suo posto. Lui è troppo bello, non può morire un uomo così bello.
Sparafucile ha dato la sua parola a Rigoletto, come fa a tirarsi indietro? Ma Maddalena lo convince.
Nel frattempo la figlia di Rigoletto ha ascoltato inavvertitamente il piano ordito dai due per assassinare il suo amato duca. Decide quindi di immolarsi: si traveste da uomo e si fa trovare al posto giusto nel momento giusto.
I due non credono ai loro occhi per la fortuna, lo rapiscono non sapendo che in realtà si tratta della figlia di Rigoletto. Lo uccidono e arrotolano il corpo in un sacco.
Quando lo consegnano a Rigoletto gli dicono di non guardare dentro, di sbrigarsi a gettare il cadavere nel fiume, prima di essere scoperto.
Ma proprio mentre Rigoletto festeggia il lieto evento sente in lontananza la voce del Duca. Non è possibile, pensa, lui è lì, ai suoi piedi, avvolto in un sacco.
… Dunque chi è? Di chi si tratta?
Scopre il sacco e vede la figlia morente. Si inchina sopra di lei, devastato dal dolore, la abbraccia a sé, e grida “la maledizione, la maledizione, la maledizione”

Grazie al Maestro e Direttore dell’Orchestra Formello Chigi Festival, Massimiliano Tisano,  per avermi raccontato l’avvincente trama.

 

Un assaggio del Rigoletto

Primi scatti dell’Opera Lirica dell’Associazione ViviamoL’Arte

 

 

Il Rigoletto
con il Coro del Formello Chigi Festival, il corpo di ballo di Sebastiano Meli e il cast internazionale di attori

Davanti al Palazzo Chigi di Formello l’0pera Lirica integrale curata dall’Associazione ViviamoL’ Arte

 

 

Il Rigoletto & L’Orchestra del Formello Chigi Festival

Dalle nuances della notte emergono il Maestro Stefano Mastrangelo e i musicisti che risplendono di luce propria

 

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Emanuela Gizzi Fotografa ideatrice di Mapping Lucia

Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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