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Le poesie del libro “Dal Vento al Vento”

di Emanuela Gizzi
Poesie del Libro Dal Vento al Vento Pht Emanuela Gizzi Mapping Lucia

Queste poesie del libro “Dal Vento al Vento” nascono un giorno con una poesia, Vibrazioni, che ho scritto sdraiata sulla spiaggia ghiaiosa di Rocca Imperiale

La Natura al centro

Le poesie del libro “Dal Vento al Vento” hanno un finale lieto, ma nel mezzo c’è moltissima sofferenza.

Quando ero piccola mi piaceva scrivere dei pensieri e bruciarli perché pensavo che restituendoli a chi me li aveva affidati, questi, si sarebbero moltiplicati.

Ed è anche un po’ il senso di questo libro di poesie. Prendo dal vento le emozioni, rendo al vento le emozioni.

Ci sono elementi naturali come l’Acqua, il Fuoco, la Terra e l’Aria che mi stava a cuore mescolare alle storie. Così, tutto gira intorno allo spettacolare innescarsi della Natura, come una tempesta che sposta -di volta in volta- l’attenzione su un colore, su un dramma esistenziale, sui sensi, su un piacere, su un disturbo, sulla rinascita, sulle semplici cose quotidiane. E come il vento narra di sé e poi passa, tocca altre superfici, così le poesie, che arrivano su bocche lontane, abbandonando la mia.

Riflessioni

Ogni poesia è legata a l’altra per il percorso di vita che ha fatto, per la musicalità che ha raggiunto, per la forza con cui si impone. Non c’è un transito immobile. Non ci sono barriere. Il vento agisce indisturbato perché le parole trovino una loro dignità.

Il vento ha un potere sottovalutato, arriva dove non arrivano gli uomini, ma può arrivare dove voglio io”.

Questo mi sono detta, mentre scrivevo.

Il vento in faccia pht Emanuela Gizzi MappingLucia

Il vento che ha accompagnato i miei primi quarant’anni, il vento che ha rapito il mio cane, Sky, che porta a spasso con sé mia nonna, il vento che ha scalfito la terra e è custode della storia. Il vento, questo luogo-non-luogo, dove tutto passa.

Abbraccio la diversità

Io il vento lo voglio come amico, voglio che mi ipnotizzi, voglio sentire il baratro che c’è tra me e lui, mi piace respirarlo, sentirlo nelle ossa, mi piace abbracciarlo e capirlo. Proprio perché è diverso, opposto alla mia indole.

Le mie poesie parlano -con emozione- della vita, del coraggio, della confusione, del fuggire lontano. Tanti elementi comuni a molti, elementi che rinneghiamo per non affrontarli o perché ce ne vergogniamo.

Ma il vento no, il vento li scava come farebbe con una roccia.

Ho scavato con le mani

Le poesie del libro “Dal Vento al Vento” entrano in tanti ambiti diversi, non solo valutando gli elementi della Terra ma anche quelli umani.

Il primo passo che ho fatto, perché sono prudente, è stato costruirmi un laboratorio di Elementi. Ho fatto un bagno nell’aria, nell’acqua, ho sussurrato a Dio di lasciarmi in mano dei sassi e quando mi sono sentita abbastanza carica ho iniziato il mio viaggio interiore.

Quindi c’è una prima Deframmentazione del corpo, una sorta di scontro frontale con un mondo devastato dagli uomini.

Poi in Nature Diverse tento di raccontare una donna che si affronta e affronta la deframmentazione del mondo, consapevole di essere tante donne insieme. Quindi forte e fragile allo stesso modo. Il vento qui è pieno di vita, mi ubriaca. Io cado e mi rialzo, cado e mi rialzo.

Frame del Libro Dal Vento al Vento Pht Emanuela Gizzi Mapping Lucia

Ma subito dopo racconto le Sculture Vuote, questi corpi che fanno finta di reagire ma restano emarginati, il dolore non li scuote, c’è solo passività. Io sono una spettatrice.

IL vento è crudele ma se, e quando, decidiamo di lottare, ecco che nascono dei Movimenti, uno spazio in cui si tenta, non si sta fermi a guardare. E io mi sento rinata, sento di poter gridare, agire, deludermi -anche- ma con dignità. Qui c’è una grande consapevolezza.

E allora arrivano le Dissolvenze, dove sono me stessa, mi permetto di raccontare episodi personali, mi permetto di reagire, di essere oltre quel limite immaginario che ci costruiamo. Sono mia, non ho bisogno di dimostrare nulla. Sono una bambina che pensa al cane e va ai concerti di Vasco Rossi.

Le Poesie del libro “Dal Vento al Vento” hanno un The End

L’ultima parte di questa storia che ha un incipit e un epilogo -capirete leggendo la prima poesia e l’ultima perché- racconta chi siamo in realtà.

Di fronte alla morte siamo persone o tanto straordinarie, o tanto inutili. E quando sopravviviamo a chi amiamo ci rendiamo conto, o meno, di tutto il nostro potere.

Con tre poesie finali, quindi tre passaggi diversi, racconto l’immensa fatica del distacco da Nonna Lucia, che però in questo libro, a differenza di “Farfalle” -la prima raccolta di poesie uscita nel 2013- affronto con tutta la forza che mi sono trovata nello stomaco. Perché è inutile, si è preparati solo quando lo decidiamo.

Che ognuno di voi possa trovare quel vento coraggioso in grado di spettinare i capelli, riempire gli occhi di lacrime e le mani di tempesta.

Intanto vi invito alla presentazione del Libro “Dal Vento al Vento” che si terrà presso ArteStudio San Sebastiano a Formello, il 13 dicembre dalle 18.30. E’ Santa Lucia e nonna avrebbe festeggiato i suoi cento anni. Brindiamo insieme.

PUOI LEGGERE ALCUNI SCRITTI LEGATI ALL’AUTRICE:

Emanuela Gizzi  dove trovi anche il mio albero genealogico

Poetessa dove trovi alcune poesie, un racconto e la raccolta -che puoi scaricare gratuitamente- Piccoli Pensieri Polverosi

Mission dove trovi il progetto Mapping Lucia _Viaggio con i semi in tasca_

 

 

 

 

Emanuela Gizzi Fotografa ideatrice di Mapping Lucia

Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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