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Vitalba e Serenamente insieme per una serata speciale

La Favola del Crémera, portata sul palco del Teatro J.P. Velly ha dimostrato ancora una volta che i sogni ci sono, basta vederli e perseguirli

di Emanuela Gizzi
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La Favola del Crémera a favore del territorio

Vitalba e Serenamente sono due realtà di Formello che ci insegnano, da anni, a lottare con forza per i diritti di ognuno, non soltanto di chi, da solo, non può farlo.
Siamo tutti coinvolti perché in ognuno di noi c’è il bisogno di sentirsi protetti, tant’è che ci siamo dati una Costituzione per tutelare i nostri bisogni, ed avere sempre un’àncora di salvezza a cui aggrapparci.
Le due associazioni, che operano sul nostro territorio, hanno bisogno del supporto di tutti.
I figli di queste famiglie sono anche figli nostri.

Il lavoro continuo ed estenuante non può ricadere sulle spalle di pochi, attivarci è ciò che ci fa essere comunità.
E, proprio a questo fine, il 10 maggio è andata in scena La Favola del Crémera, riadattata sul palco per sostenere Vitalba e Serenamente.

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Camilla Stringola ne La Signora Gufo

Nascita del progetto con realtà locali

Emilia Giugliano e Camilla Stringola, già reduci da precedenti esperienze teatrali -ricorderete i Volontattori, nati a Formello in seno alla Croce Rossa-, hanno voluto mettersi di nuovo in gioco, singolarmente, promuovendo uno spettacolo teatrale con gli attori de “Lo Spannitore” e alcune bambine dell’Istituto Comprensivo “Barbara Rizzo”.
Il loro bisogno di donare si ripete ciclicamente e matura in seno a Formello, anche se abitano entrambe altrove. Ma qui è dove sanno di poter contare su una comunità attenta e partecipe.
Intorno a loro le autrici del libro, Sara Fianchini, Italia Sica, Cristiana Altarocca e la sottoscritta, Emanuela Gizzi, a supportare come meglio abbiamo potuto questo impegno solidale.

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Cetty Ascanio in Allodola

A Formello una cittadinanza attiva

Quando c’è una “chiamata alle arti” (cit. Fiorella Mannoia sul palco di “Una Nessuna Centomila) molte sono le persone che rispondono.
In primis, in questo caso, hanno risposto gli attori: Teresa Andreoli, Marco Rossetti, Bruno Santi, Cetty Ascanio, Camilla Stringola, Luciana Impedovo e le giovanissime Elisabetta Botu, Giulia De Lucchi e Veronica Laginestra.
Gli adulti li conosciamo bene, sappiamo l’impegno e la passione che mettono in quello che fanno, non si tirano mai indietro, sacrificando tempo libero e sapendo di arrivare stanchissimi la sera.
Le bambine sono volontarie, precedentemente avevano interpretato i ruoli di Lusi e Tea -le protagoniste della favola- nella prima trasposizione del libro, curata da Martina Bassano.
Sono state disciplinate, più degli adulti, timorose di staccarsi dal copione, tenerissime e coraggiose.

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Teresa Andreoli in Pantasima

Gli amici per Vitalba e Serenamente

Dietro ogni grande gruppo attivo ci sono sempre gli amici fedeli.
Cesare delle Monache, per esempio, che non si tira mai indietro davanti ad una richiesta di aiuto, è stato anche stavolta paziente, propositivo, gentile. Oltre che bravissimo con la chitarra.
A ruota gli altri musicisti: Fabrizio Belloni accompagnato da sua figlia Giada, due voci strepitose del nostro paese che ci hanno regalato momenti di grande pathos; e ancora Marco Apostoli che si è reso disponibile subito, anche lui è già stato presente in altre presentazioni della favola, e Simone Lupetti.
Ernesto Armati, che abbiamo stremato, fatto impazzire ma che poi, ad allarmi finiti, è tornato a sorridere.
E poi due giovani donne: Susanna Bassano che ha creato alcune maschere divertenti per i nostri “animali” sul palco; e Federica Maiucci che ha improvvisato -forbici alla mano- una barchetta chic per il nostro amico “Bratto”, il topolino della favola, e si è prestata a fare da suggeritrice, insieme a sua madre Italia Sica. Quest’ultima, buffissima dietro le quinte, indossava una torcia in testa come quelle che usano i minatori.

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Luciana Impedovo in Sigerico

Comune di Formello e Banca della Provincia Romana presenti!

A questi tipi di chiamate rispondono le autorità locali, quindi, anche in questa circostanza sono stati presenti: il Comune di Formello che ha elargito il patrocinio e ha partecipato alla serata nella figura della Presidente del Consiglio comunale, Roberta Mazzoneschi, la quale ha colto -nel lavoro proposto- il senso più profondo di “fare comunità”; e la Banca della Provincia Romana che ha contribuito in modo generoso con una donazione, girata interamente alle associazioni Vitalba e Serenamente.
Il Presidente della Banca , Mario Porcu, era presente in sala e, come è nel suo carattere, ha preferito sedere tra i cittadini formellesi invece che in prima fila.
Il SOLD OUT ha reso felice il gruppo di volontari: sono stati raccolti complessivamente 2.230 euro che verranno spesi dalle associazioni per i percorsi già avviati dalle due strutture.

Vitalba e Serenamente destineranno così il ricavato della serata

Vitalba Aps li utilizzerà per il progetto “Un po’ per ciascuno”, dove sono previsti dei fine settimana spensierati per trentuno ragazzi e ragazze, e l’assistenza domiciliare per gli otto che non potranno partire.
Serenamente Onlus li utilizzerà a supporto degli interventi di terapia cognitivo-comportamentale per i bambini con autismo.
Ciò che lega queste due associazioni è l’essere madri e padri, persone normali come noi che si buttano anima e corpo nella vita, più di noi, affinché ci sia un “domani protetto” per i loro figli.
Non poteva mancare, a fine spettacolo, un pensiero in ricordo di Roberto Sisto, presidente da 26 anni di Vitalba Aps, volato in cielo di recente.

Quando un grande uomo lascia questa terra la sua luce resta per sempre”

così, la regista ha voluto omaggiare la dedizione e l’umanità di Roberto verso sua figlia Federica e gli altri ragazzi speciali di Vitalba. La frase dice tutto.

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Bruno Santi in San Michele Arcangelo

Il motore dello spettacolo: Sara Fianchini

In questo viaggio il jolly è stata Sara Fianchini che con la sua tenacia ha ricoperto ogni ruolo senza lamentarsi mai.
Ha sostenuto gli attori, ha creato un racconto fotografico proiettato durante lo spettacolo, ogni tanto dalla sua borsa di “Mary Poppins” tirava fuori un accessorio utile o cuciva uno straccetto facendolo diventare un indumento. In camerino l’ho vista strappare a metà un lenzuolo matrimoniale solo perché a Marco Rossetti serviva un drappo per inscenare Maripara.
Energica, volenterosa, paziente, l’altra sera ha affiancato la regista in quello stanzino in alto che chiamiamo, familiarmente, piccionaia. Quando è scesa ha detto “mi sono fatta una sauna gratis!”. Mi ha fatto tanto ridere!

Le illustrazioni de La Favola del Crémera diventate scenografia

Proiettati sullo sfondo, a fare da scenografia alla storia, i disegni presenti nel libro, opera di Sonia Martelloni, un insieme di piccoli mondi che rintracciano qua e la i sussurri e i colori della nostra Formello, delle nostre Valli del Sorbo, della Selvotta e anche di Veio.
Quando glieli abbiamo commissionati, ormai quattro anni fa, si è messa subito al lavoro come un’ape laboriosa e li ha realizzati in tempi record.
In ogni illustrazione c’è un pezzetto di noi.

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Elisabetta Botu, Veronica Laginestra
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... e Giulia De Lucchi

Tutti insieme per Vitalba e Serenamente

Qualcuno poi, dal di fuori, c’è sempre che, se interpellato, non ti fa mancare un aiuto, tipo Claudio Merciari -non è la prima volta che ci regala le locandine-, oppure ti fa sconti, tipo Pizzangrillo.
Ma anche tutti quelli che ci ruotano intorno, come il marito di Sara, Renato, che si è speso per stampare molte locandine; la stessa Teresa Andreoli che è andata in giro ad affiggerle, e tutti quelli che, con una parola gentile, ci hanno reso il lavoro meno arduo.
Per quanto riguarda me, ho fatto quello che mi riesce meglio, ho dato rogne a tutti, perché “so’ puntigliosa”, ma soprattutto ho osservato la bellezza negli occhi degli attori e attrici, nei loro gesti sul palco, in quei costumi improvvisati per risparmiare.
La genuinità è riconoscibile, come una voce con un gran timbro. Spero di averla tradotta al meglio nelle fotografie e in questo scritto.

Grazie al pubblico

Grazie a chi ha acquistato i biglietti e a chi non è potuto venire ma ha comunque contribuito generosamente con un’offerta.
Le associazioni Vitalba e Serenamente hanno bisogno di noi, a sipario chiuso non ve ne dimenticate.

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LA FAVOLA DEL CREMERA PER VITALBA E SERENAMENTE

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Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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