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La Favola del Crèmera: un libro per chi ama la Natura

di Emanuela Gizzi

La Favola del Crèmera è un libro ambientato tra Formello e Isola Farnese fino alla confluenza del torrente Crèmera con il Tevere, una storia “ambientalista” anche per ragazzi

Partiamo dalla Natura

La Favola del Crèmera è un libro scritto a quattro mani, un’esperienza leggera, stimolante e anche piena di contrattempi.
Quando inizi a scrivere qualcosa non ti preoccupi di venderla, come la venderai, a chi, dove… Insomma, le domande “commerciali” che forse spettano più a un editore. La scrivi punto.
L’interesse principale di chi scrive è farlo bene e portare un messaggio. Se l’abbiamo scritta bene non ve lo so dire, sarete voi a giudicare, ma il messaggio c’è ed è chiarissimo. Siamo quattro donne rispettose della Natura che ci circonda, ci piace fare camminate nel verde, incontrare gli animali al pascolo, passare dove ha camminato Sigerico, incontrarci in Piazza San Lorenzo e visitare Palazzo Chigi di Formello, anche se è la centesima volta che lo facciamo.
Il nostro messaggio viaggia di pari passo con i tempi che stiamo vivendo: dal cambiamento climatico al virus, allo spreco di energia, questi sono i temi che ci stanno a cuore. Li abbiamo affidati alle pagine di un libro per renderli nostri portavoce.

A chi si rivolge la Favola del Crèmera

Non era scontato ci riuscissimo. Quattro scritture, quattro teste, quattro di tutto. Che a volte, chi scrive, lo sa quanto è difficile mettere anche solo un pensiero sulla carta. Ma questo progetto letterario è qualcosa di diverso.
Innanzitutto non è, come si evince dal titolo, una favola per bimbi, è un racconto favolistico delle nostre Valli veientane, un libro ideale per ragazzi che vogliono conoscere il territorio, uno scritto che può essere portato nelle scuole e una buona guida per gli adulti che vogliono leggerlo insieme ai figli e andare alla scoperta dei luoghi che non conoscono.

La-favola-del-Crèmera-di-Emanuela-Gizzi-Sara-Fianchini-Italia-Sica-Cristiana-AltaroccaLa trama

Abbiamo seguito il Crèmera, dalla Sorgente fino alla Foce, dietro alla rocambolesca avventura di due bambine, Tea e Lusi che, accompagnate dall’amica Allodola, scoprono le meraviglie della Natura e ne restano affascinate. Incontrano gli animali del bosco, alcuni personaggi reali ma in qualche modo immaginari, insieme rafforzano la loro amicizia e costruiscono un ponte tra noi e questo mondo bellissimo.

… e il lockdown

La Favola del Crèmera è ambientata dunque tra Formello, il Parco di Veio, la Valle del Sorbo, Isola Farnese e il Tevere. È proprio il lockdown a portarle fuori casa, e come loro anche noi -per impegnare quel tempo altrimenti perso- ci siamo messe a scrivere.
L’idea della favola nasce prima del lockdown quindi per non fermare il flusso di idee abbiamo iniziato a scriverla come se fossimo a una staffetta letteraria. Ognuna continuava il pezzo scritto dalla mano precedente. Senza darci delle linee o delle imposizioni. Volevamo solo portarvi nei luoghi che conosciamo, farvene innamorare, qualora non li conosciate e trasportarvi nella Natura perfetta, quella vista attraverso gli occhi di due bambine coraggiose.

Prima di arrivare alla presentazione de La Favola del Crèmera

La Presentazione de La Favola del Crèmera ieri, 17 ottobre, nella Chiesa di San Michele Arcangelo è stata la prima di una lunga serie di tappe.

Quello che di bello c’è in quest’opera è il backstage. Per dire, quelle giornate, quando finalmente eravamo libere di ritrovarci, che abbiamo potuto leggerla insieme, correggere i refusi, ricorreggerla, rileggerla. O quando sono entrate a far parte del progetto delle amiche, che hanno disegnato per noi gli animali del bosco, a cui si sono unite le allieve dell’Arte Studio San Sebastiano, grandi e piccoline. E altre amiche che hanno recensito il libro, altre che ci hanno dato consigli validi. Poi l’intervento di Cesare che, come dice lui, con la bacchetta di sambuco ha organizzato il lavoro grafico e l’impaginazione. E infine l’arrivo delle prime 100 copie stampate. Il momento che in assoluto segna quel passaggio tra l’idea e la realizzazione dell’idea.

Il legame con il libro

Quando tieni tra le mani un libro che hai scritto, qualcosa di molto profondo e misterioso ti solletica lo stomaco. È un piacere senza limiti. Un sentimento che non entra in contrasto con niente. È lì, e il contatto della carta con le dita fa sorridere. Ogni pensiero svanisce e sai che l’hai finito… o quasi!
Noi scriviamo per la gloria, tra l’altro. Non lo dico per riderci su, cioè ci ridiamo, ma davvero lo abbiamo pensato senza alcun interesse economico. Ci siamo dette: sarebbe bello ricavare qualche soldino per contribuire al restauro della Chiesa di San Michele Arcangelo o per sposare qualche evento o progetto lodevole sul territorio.  E questo ci ha motivate ancora di più.

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Foto di Cesare Goretti

Sul carrozzone sono saliti altri amici: la Compagnia Lo Spannitore non poteva mancare, quindi sono stati loro a dar voce ai dialoghi durante la presentazione. E un altro Cesare, che suona la chitarra, insieme a Marco hanno musicato la serata.

Grazie a tutti

La Favola del Crèmera è una storia che saprà conquistarti, e se non ti vuoi fidare di me, fidati di un bambino che si chiama Federico che l’ha letta e poi ha scritto la premessa. Nelle sue parole acerbe c’è tutto il nostro percorso.

Grazie a chi ha collaborato, agli sponsor Luca Corradetti, Raffaella Fabbri, alla Banca di Credito Cooperativo della Provincia Romana, a Graphisphaerae e Sprint Copy. Inoltre grazie a Press Up che ha stampato il libro e lo ha reso reale: la loro preziosa attenzione verso il nostro progetto ci permetterà di dare piccoli contributi per il nostro paese.

E di questo siamo grate!


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Qui la scheda: ISBN-A: 10.979.12200/95297


LA GALLERY FOTOGRAFICA

 

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DUE RICORDI SUL CREMERA

LE SORGENTI DEL CREMERA


 

Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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