Home FOTOROMANZA In viaggio con Valentino Rossi: un sogno durato 25 anni

In viaggio con Valentino Rossi: un sogno durato 25 anni

di Emanuela Gizzi
Valentino-rossi-Foto-di-Angelo-Giordano-da-Pixabay1

Valentino Rossi è tra i grandi campioni di tutti i tempi, come lo fu Pelè per il calcio così Il Dottore si è conquistato primati su primati e oggi da’ l’addio alla Moto Gp

Come sarà una corsa senza Valentino Rossi

Io non la conosco la Moto Gp senza Valentino Rossi. Sono cresciuta a pane e moto, eppure sempre e solo con lui. La presenza di Vale in pista era una sicurezza, come a dire: se non c’è Rossi, la gara non è gara. Questo perché, sono cosa risaputa le sue partenze dalla Seconda, a volte dalla Terza fila, e poi quelle rimonte, quelle curve a sfioro che nessuno potrà mai ripetere, quei recuperi micidiali. Quando sfilava via uno dopo l’altro tutti gli avversari, con quella semplicità disarmante, tu eri stramazzato al suolo, la gola in fiamme, i battiti accelerati, il fuoco in faccia.

Mi ricordo ogni emozione, ogni ansia, anche i pianti isterici. Ancora mi tremano le gambe e la voce se ripenso alle sue accelerate, alle cadute, a quel giorno che si è rotto tutto e poi è risalito in sella e ha vinto ancora. Alle volte che sembrava perso e poi te lo ritrovavi sul podio. A quei Rossi c’è, Rossi c’è! gridati da Meda.

Cadute e ripartenze

Purtroppo poi il Sic. Quella brutta storia che ha fermato il cuore di tutti. E forse lì, Valentino, per la prima volta ha cambiato marcia.
La velocità, i guizzi, le inforcate, i sorpassi al cardiopalma, beh, non erano più gli stessi. Sì, certo, l’età. Alla fine c’è chi pensa che a 40 anni non si ha più l’intraprendenza di un ventenne. Quella freschezza-sfrontatezza e, se vogliamo, incoscienza che ti fanno girare a mille. Ma non sono tanto d’accordo. Lui ha provato perfino a prendersi il X Mondiale per finire in bellezza la sua carriera, e questo va detto, un ventenne di oggi nemmeno ci avrebbe provato.

Il 46 come un’eco

Io non ho miti, credo negli eroi che tutti i giorni portano a casa il pane, però in Valentino c’è qualcosa di profondamente bello. Ha fatto sognare gli ippodromi di tutto il mondo e ha saputo portarsi dietro il tifo di tutto il mondo. Quando andavi a vederlo all’Estero, gli spalti erano completamente rivestiti di giallo fluorescente con quel 46 che sventolava ovunque.
Non lo so descrivere cosa sentivo, forse ero orgogliosa di un semplice ragazzo italiano che ci faceva fare bella figura all’Estero. Un ragazzo che si era mangiato il tifo degli altri piloti. Tutti tifavano Il Dottore anche se in pista correva un proprio connazionale. Un’onda di affetto che ancora mi stringe la gola.

valentino-rossi-Foto-di-Vinod-Thadhani-da-Pixabay1

Valentino Rossi: un un’esempio di coraggio

E aver vissuto questa incredibile avventura mi ha segnata. Sembra stupido eppure la sua escalation dalla prima e seconda categoria fino alla Moto Gp, tutti i suoi podi, la sua risata, il suo umorismo contagioso, li ho sempre visti come un esempio positivo, e li prendevo come tali.
Questo fanno i campioni, ti fanno sentire campione. E io, forse anche per questo, non mi sono mai persa una corsa. Dopo mi sentivo sempre carica. Oddio, non quando perdevamo. Ah, che infarti, che pianti, che musi lunghi!

Tanti anti-Rossi nessun vero campione

Purtroppo oggi non sarò a Misano, il suo addio alla carriera sarà un po’ come quando Totti ha lasciato la Roma… un’ingiustizia che non riesco a gestire. Perché poi “luci” così, quando si spengono, lasciano un po’ di buio nel cuore.
E, diciamocelo, non ne rinascono tanti. Anche se qualcuno negli anni ci ha provato. Tipo Biaggi … quel rosicone; e poi i successivi rivali, Stoner e Marquez.
Marquez addirittura si vedeva già come l’anti-Rossi. Ha iniziato a vincere titoli mondiali e tutti lì a dire “che fenomeno”. Ma i fenomeni si vedono sulle lunghe distanze e io continuavo a ripetere “quando avrà in mano il IX Mondiale della sua carriera ne riparleremo” e invece a quanti si è fermato? Ah già, quando Vale ha iniziato a mollare.

Brillavi di luce riflessa caro il mio Marc Marquez”

Di fenomeni, qui, ancora ne vedo uno solo. E è quel ragazzino coi capelli ricci partito da Tavullia che mi ha regalato un sogno: quello di potercela fare sempre. Anche nei momenti difficili.

Post Scriptum

Grazie Vale per avermi insegnato cosa vuol dire metterci cuore, ti auguro l’unica cosa che so’ ti renderà sempre felice: ti auguro di proseguire come coach e di crescere campioni del tuo calibro, o quasi.

Buon tutto, mi mancherai tanto, da domani ufficialmente non vedrò più il Gp!


UNA POESIA PER VALE
SCIA 46


L’altro Rossi, Vasco
VASCO ROSSI MEDLEY SHOW


Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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