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Scia 46

Valentino-rossi-angelo-giordano1

La domenica ha i suoi campioni.
La domenica vai in gita fuori.
Ma a un certo punto della domenica ecco i rumori
sono i motori in apnea, il rombo noto degli scarichi…

Rosso, semaforo rosso!

Ti precipiti davanti al televisore e sti cavoli della domenica fuori.
Semafori verdi e gas a martello
l’avventura dura solo 40 minuti ma sono come 40 anni.

Vale viòla l’asfalto
si mette dietro buono-buono
punta i piloti davanti, uno-due-tre-quattro
punta alla meta
la sua meta, il nostro podio.

Un sussulto, un sorpasso
il grido di una ola
uno dopo l’altro i piloti restano dietro
e lui corre inquieto davanti come uno che gli scappa la pipì.

Non trema e non ha paura
Meda GridaGridaGrida! Rossi c’è Rossi c’è Rossi c’è!
Frammenti di vento ti arrivano in faccia
come se a correre fossi tu.

Sulla punta delle dita nove ori conquistati,
e una scia gialla che fa concorrenza al sole.
Primo giro, secondo giro,
un giro nell’inferno, un santo in paradiso
la moto Yamaha, quella blu di sempre
il casco al posto dell’aureola
e Vale c’è, le ruote consumate, sempre consumate.

Brucia i chilometri
è il giorno perfetto per vincere,
vince ancora
vince sempre, come se avesse sedici anni
e noi lo vedessimo in sella per la prima volta.

Il 46 tatuato nello stomaco, l’anno di nascita di suo padre.
E Tavullia entra nella storia, anche se il Dottore qualche volta cade
qualche volta perde.

Ma si rialza
si rialza sempre
e tu con lui.
Anche adesso che se ne va.

Tu con lui.

 

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