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Andrea Cisternino, il Noè degli animali ucraini

In Ucraina, sotto i bombardamenti, il fotografo Andrea Cisternino si rifiuta di mettersi in salvo e lasciare al loro triste destino gli animali a cui aveva dato rifugio

di Emanuela Gizzi
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Un attivista che viene da lontano

Andrea Cisternino è uno di quegli eroi che restano umani, una di quelle persone che fanno la differenza in una società cruda e crudele, e che non si limitano a scrivere i commenti su Facebook, o a farsi qualche foto da pubblicare su Instagram, ma passano direttamente ai fatti.

La straordinarietà della sua storia ce l’ha raccontata di persona perché abbiamo avuto l’onore di averlo a Formello, ospite del nostro Comune.
Il suo libro “Non per coraggio ma per Amore” sta facendo il giro del mondo, e lo stesso succederà con il docu-film in uscita prossimamente nelle sale cinematografiche.
Dice, a chiusura dell’incontro: “non faccio propaganda, non mi interessa”.
E io ci tengo a partire proprio da questa frase per chiarire subito che il suo non è un tour letterario filo ucraino. Non strizza l’occhio a nessuno. Il suo è un intervento mirato soltanto a salvare gli animali di cui si prende cura dal 2010. Un informazione questa che ci lascia intendere che non è nuovo all’attivismo animalista.

Andrea Cisternino contro i Dog Hunters

E, parto proprio da questa data, il 2010. Andrea Cisternino, che abitava già da qualche anno in Ucraina, si rende conto che stava accadendo qualcosa. Qualcosa di inverosimile. Le strade -in vista dei futuri Campionati Europei di Calcio del 2012– dovevano essere ripulite. Dall’immondizia? No, dai gatti e cani randagi, considerati poco decorosi.
Ciò significava la morte certa per tutti quelli che non avevano un padrone o una fissa dimora.

Andrea non ci sta. E’ un massacro senza senso e inizia così a sottrarli dalla furia assassina dei Dog Hunters, i cacciatori di cani assoldati per “bonificare” il territorio.
Riprende scene violentissime di cui è testimone, non le pubblica, sono talmente raccapriccianti da non poterle mandare in rete. Ma si attiva subito per salvare queste vite dal sistema: apre un varco per loro, una via di fuga.
Nel 2014, il terreno di ventimila metri quadrati -a circa 40 chilometri da Kiev- in cui Andrea accoglie, cura, nutre e protegge circa quattrocento animali diventa il Rifugio Italia che poi chiama KJ2 in onore dell’orsa uccisa in Trentino.

Perché Andrea Cisternino si mette contro il governo, contro i Dog Hunters?

Noi domandiamoci prima di tutto se lo avremmo fatto.
Dico, domandiamocelo, perché a volte siamo bravi a scrivere ma non siamo abbastanza bravi a tradurre la nostra scrittura in fatti reali. Domandiamocelo perché all’incontro con Andrea Cisternino eravamo in pochi mentre Facebook pullula di pagine e pagine dedicate agli animali. Post e post di nullismo.
Qualcosa non funziona, non vi sembra?
Mi viene da fare questo ragionamento, poi ognuno di noi ha i suoi problemi ci mancherebbe, però credo che  quando si può fare concretamente qualcosa, anche solo accogliere un uomo che è un esempio di vita, è bene esserci. Altrimenti è l’ennesima occasione persa per imparare di più su noi stessi e le nostre potenzialità.
Sì, perché certi incontri, non si sa mai, possono innescare tante reazioni diverse. Innanzitutto ci fanno riflettere, che è un opportunità sempre, e poi ci obbligano, in qualche modo, ad attivarci più seriamente.

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Sala Orsini di Palazzo Chigi – Formello

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CI vuole più reazione-azione

Andrea Cisternino non è un essere umano come noi, ha una forza superiore alla nostra. E l’ha usata per reagire a una delle tante ingiustizie che ci sono al mondo.
Lui dice “non per coraggio”, ma lì, sotto le bombe, sarete d’accordo con me, ce ne è voluto eccome!
Allora, mentre lo ascoltavo e mi veniva il desiderio, ogni momento, di abbracciarlo per quello che ha fatto, mi sono chiesta: ma se ci fosse stato un attore famoso o un cantante, invece di questo super attivista animalista, la Sala Grande di Palazzo Chigi sarebbe bastata ad  accoglierci tutti?
No. Vi rispondo senza peli sulla lingua. E anche con un po’ di disgusto.
Non è un’accusa, più una considerazione tra me e chi mi legge.  Questo nostro esserci attraverso i social e non esserci più nella società è un problema grande, un modo di vivere sbagliato che dobbiamo correggere. Ce ne stiamo chiusi orrendamente nei nostri miseri gusci, dobbiamo smetterla di filtrare attraverso i social tutto ciò che accade . Ci sono anche quelli, ma c’è anche la vita vera fuori.

Il lungo lavoro di Andrea Cisternino

Andrea Cisternino ha fatto questo passo anni fa, prima in Italia e poi in Ucraina. Ha iniziato col salvare gli animali destinati al macello, quelli sottoposti ad allevamenti intensivi e a maltrattamenti; ha fatto chiudere gli allevamenti di animali da pelliccia e ha superato, spesso da solo, problemi e cattiverie.
Poi, dopo tanto lavoro, nel 2022 gli si è aperto davanti agli occhi uno scenario ancora più difficile: la guerra. E lui non è fuggito nemmeno in questa circostanza! Forse perché la sua guerra è iniziata già tempo fa e, esattamente come oggi, anche allora scelse di combattere, nonostante gli piovvero sulla sua testa pesanti minacce di morte.
Andrea, in passato, è stato accusato perfino dal Presidente ucraino Janukovyč  di mettere in cattiva luce il paese con le sue azioni animaliste. Ma ciò non lo ha fermato.
E non si è impressionato nemmeno dopo una premeditata aggressione, da parte dei Dog Hunters, che lo hanno fatto finire in ospedale.
Lo stesso quando i cieli dell’Ucraina hanno cominciato a tingersi di rosso fuoco e gli arei a volare bassi sopra la sua testa, lui ha deciso di rimanere, ancora una volta.

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I figli diversi

L’alternativa sarebbe stata lasciar morire in mezzo a quel delirio i suoi animali, peraltro riscattati dalla strada, da una società che non li aveva voluti, vittime innocenti di soprusi e per ultimo dell’avanzata russa.
Ha vissuto i primi mesi della guerra al millesimo di secondo perché non c’era futuro alcuno, non lo vedeva, stritolato com’era da un’invasione devastante e prevaricante.
Gli sono venuti a mancare i beni primari. Non c’era acqua al rifugio, non c’era corrente, quindi luce. Poche scorte su cui fare affidamento.

Ha visto il buio? Sì.
Ha visto l’inferno? Sì.
Ha visto la morte? Sì.

E però gli animali non dovevano sentire il terrore dilagare nel rifugio.
Questa era una priorità, proprio come il cibo.
Quindi, pur buttando un occhio al cielo, con sospetto e paura, giocava allegro con loro.
Per distrarli, per farli stare sereni, per non fargli sentire il peso di quanto stava avvenendo intorno. Che poi è quello che fanno le mamme con i bambini quando capita un evento triste.
Lui stesso dice:

… sono la mia vita, sono figli. 

Nessun genitore abbandonerebbe mai i figli … no?”

Più di una missione per Andrea Cisternino

Torniamo alla domanda: perché lo ha fatto? Perché è rimasto? Poteva tornare a casa e scrivere sui social come molti di noi. Dire: io ero lì, ho visto questo e quello, ecco le foto.
E, penso, sotto una pressione terroristica di quei livelli, sarebbe stato anche comprensibile fuggire lontano. L’uomo si aggrappa alla vita come può.
In quel periodo anche il governo italiano e gli amici lo hanno sollecitato a fare rientro in Italia, cercando di aprirgli un corridoio. Ma lui non ha potuto. Non ha voluto rifugiarsi dietro una tastiera. Quindi, se cercate esempi da seguire o da dare ai figli, Andrea Cisternino è l’esempio giusto. E anche gli animali che ha salvato sono l’esempio giusto. Loro lo hanno assistito, hanno fatto squadra con lui.
Gli animali, dice, gli hanno salvato la vita anni fa. I suoi cani, gatti, mucche, pecore, caprette, cavalli, pulcini, agnellini, gli hanno insegnato ad amare davvero, in maniera onesta, senza secondi fini. E prima che ci fosse quel Campionato Europeo di calcio del 2012 lui stava costruendo proprio un fotoreportage che, in qualche modo, si sposa con quanto avvenuto dopo. Stava, cioè, mettendo a confronto -ma anche in relazione- randagi uomini e randagi animali, per dimostrare come questi si aiutino e si diano una mano, reciprocamente, quando è necessario. Uno scambio naturale. Lui ha salvato loro in momenti critici loro hanno salvato lui in momenti critici. Un pensiero che ci fa capire quanto per Andrea questa sia più di una missione.

L’Italia c’è

Ha subìto i 38 giorni di isolamento imposti dalle forze russe che non lasciavano entrare e uscire nessuno.
Ma appena si è aperto un varco, l’Italia ha risposto all’appello.  Vi ricorderete certamente della raccolta fondi dell’ENPA volta ad aiutare gli animali vittime della guerra in Ucraina.
Andrea Cisternino è quell’uomo lì, quello che ha resistito, che ha mantenuto in vita gli animali del Rifugio Italia KJ2 ed è anche quello che quando ha visto arrivare i soccorsi ha pensato di avere le allucinazioni.

Solo quando mi sono sentito abbracciare ho capito che l’incubo era finito”.

Provviste di cibo, medicinali, acqua, tutto quello di cui erano stati privati disumanamente ha contribuito a restituirgli la speranza e il coraggio di raccontarlo, di arrivare alle masse e scuotere le coscienze. Perché le vite sono tutte sacre, anche quelle degli animali.

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Firma copie Canile di Valle Grande con 6 Orme Onlus

Gli incontri che fanno rumore

Personalmente questo incontro, così come capita spesso quando si entra in contatto con una realtà particolare o con una persona fuori dal comune, mi ha imposto di guardarmi dentro. E ho scoperto di non fare abbastanza per gli animali rispetto al grande  amore che nutro per loro. Mi sono detta che basterebbe che ognuno di noi facesse qualcosa -anche piccola- ma farla. Un passo può avviare una reazione a catena. Come è successo ad Andrea Cisternino.

Per l’immensa stima gli ho affidato i semi di Luna di nonna Lucia che si è impegnato a piantare al rifugio appena tornerà lì. Mi commuovo a pensarci, sono felice.

La libertà di esserci

Andrea è un uomo magro, non troppo alto, all’incontro indossava un cappellino quasi a volersi nascondere. Un uomo normale all’apparenza. Magari non cercava nemmeno tanta notorietà ma la sua presa di posizione è stata importante.
Le imprese di alcuni ci rendono liberi. Liberi di pensarci forti. Liberi di esserci e di combattere nel nostro piccolo.
E liberi di difendere gli animali che non possono difendersi.

Non ho ancora letto il libro ma lo acquisterò. È in vendita su Amazon. Inutile dirvi che i proventi sono devoluti al rifugio quindi ACQUISTATELO!!!!

In bocca al Lupo Andrea per il docu-film e …  VIVA IL LUPO, sempre!

Grazie a STOPLASTICA per avermi invitata
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Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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