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Coloriamo lo stagno de La Selvotta

di Emanuela Gizzi
Coloriamo lo Stagno a La Selvotta PhotoCredit Stefano De Francesco

L’iniziativa Coloriamo lo Stagno de La Selvotta nasce dall’alchimia di due navigati del territorio, Francesco Braghetta e Stefano de Francesco, io mi sono solo prestata all’idea bellissima

Evento in rosa

Francesco mi chiama un giorno e mi dice “Coloriamo lo stagno de La Selvotta”, io gli rispondo“Certo, quando?”.

Credo ci siano parole che ti fanno subito innamorare del loro significato e, questo, era uno di quei casi. E poi, chi non vorrebbe colorare uno stagno?

Faccio una breve premessa: il piccolo stagno, che si trova davanti all’ingresso del Cunicolo Etrusco di Olmetti, in inverno, si colora di rosa grazie alla Azolla Filiculoides, una felce che non è propriamente autoctona ma nemmeno lesiva dell’habitat in cui trova sfogo. Questo autunno passato, ma anche all’inizio dell’inverno, le forti piogge, purtroppo, hanno trascinato via l’azolla dallo stagno, lasciandoci spogli e delusi.

Azolla Filiculoides PhotoCredit emanuela gizzi Mapping Lucia2

Così, per ricomporre il suo ciclo vegetativo ma anche per egoismo, perché ormai siamo legati a questa pianta acquatica, si è lanciata l’idea di ri-piantumarla. Mi sono messa al servizio di questi due ragazzoni, amanti della natura, del territorio, ormai comprovati escursionisti ed esploratori, e ho provato a mettere insieme i pezzi, scrivere, fare foto, cioè quello che faccio sempre, in poche parole.

Lo stop del Parco

E quindi ecco che nasce l’evento, lo pubblichiamo, l’entusiasmo e la curiosità, attorno ai post e alle foto dell’ex stagno, rosa, fanno il giro, tanti like, tante adesioni e poi arriva lo stop del Parco di Veio e noi ci innervosiamo.

Sì, è giusto, il Parco fa il suo mestiere ma noi, altrettanto giustamente, non abbiamo condiviso la richiesta di sospendere l’evento. Dal punto di vista del Parco è reato immettere in natura piante non autoctone, queste creano disastri impensabili; dal nostro punto di vista la pianta c’era da diverso tempo, non aveva creato alcun disagio, anzi, volendo, era accaduto il contrario, era scomparsa lei.

Sversamento liquami PhotoCredit Emanuela Gizzi Mapping Lucia

L’evento si è fatto, non si è immessa la pianta nell’ambiente ma si è parlato vivamente della questione di rifiuti e detersivi che arrivano impattanti e maleodoranti nel bacino d’acqua sottostante il cunicolo. Francesco, come gesto simbolico, ha steso un lenzuolo rosa, sull’erba.

C’è stata bella musica, Giulia Furguiele, una giovane cantante di Formello, si è esibita al piano accarezzando gli alberi e l’acqua con una melodia degna di un bosco e dei suoi folletti.

Ma la storia non è finita qui

Facendo delle ricerche sulla pianta, nei giorni successivi è emerso ben altro. La Azolla Filiculoides è considerata, una tra le rarissime specie al mondo, in grado di assorbire, in grandi quantità, l’anidride carbonica, favorendo un abbassamento importante delle temperature globali e quindi divenendo attualissima al momento, viste le azioni che sollecitano un Climate Changing.

La sola speranza che ci resta è che da qualche parte, nello stagno, la milionesima parte della felce sia rimasta nascosta e si stia riproducendo.

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Emanuela Gizzi Fotografa ideatrice di Mapping Lucia

Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

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