La Catacomba di “Monte Stallone” ha ripreso possesso della “luce” non molti anni fa, e oggi fa parte di un sistema di visite guidate per raccontare la sua sopravvivenza nel buio
Quel che si muove
Quando la Catacomba di Monte Stallone venne inaugurata, pensai che un nuovo luogo era stato recuperato dal sottosuolo.
Un nuovo luogo! Quanto ero distante dalla realtà.
È piuttosto un monumento sepolcrale cristiano, nascosto dall’incuria, incassato nella collina di Monte Stallone. La scoperta di questa preziosa opera la fecero negli anni Sessanta alcuni studiosi della British School at Rome. Ma fu solo nel 2006 che poterono mettere in moto la macchina burocratica, approfondire l’operato con maggiori ricerche e rilievi che portarono al successivo restauro nel 2012.
Via della Villa è assai più ben nota per il complesso di Villa Versaglia, situata qualche metro più avanti della Catacomba. Affacciano entrambe sullo stesso lato della collina ma, pare che, le due non abbiano alcun nesso tra loro. Non esiste, cioè, un tracciato che ne dimostri il contrario. Così come non c’è alcuna testimonianza che provi un collegamento con il vicino Tumulo Chigi, presso il Monte Aguzzo.
L’interno della Catacomba di Monte Stallone è stato ben restaurato, mostra le sepolture di una comunità rurale, di modeste condizioni e piuttosto numerosa, con annessa una serie di corredi funerari semplici e ben conservati. Sono infatti reperti che nulla hanno a che vedere con il lusso. Anzi, sono modesti, appartenuti a persone umili, eppure dalle finiture interessanti.

La luce filtra nella Catacomba di Monte Stallone
Oggi le Lucerne con decorazioni, l’Orecchino d’oro e la Fiaschette di vetro, ritrovate sul luogo durante gli scavi, sono custodite presso il Museo dell’Agro Veientano, nel Palazzo Chigi di Formello, e fanno parte di un grande sistema culturale, guidato, che è stato pensato per la loro valorizzazione.
Si deve ringraziare, per aver finanziato l’opera di recupero della catacomba, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra che ritrovò e restaurò cinque brevi gallerie, un cubicolo e le tombe a loculo.
Una scoperta che provò la diffusione del Cristianesimo a Formello, in epoca tardo antica.
Gli scavi hanno richiesto tempo e pazienza. I sepolcri erano completamente ostruiti di tegole e malta, e messi a tacere da uno strato di intonaco.
Poi, finalmente, la luce entrò ovunque, nell’oscurità dei piccoli loculi, restituendo ai formellesi un nuovo ritrovamento ma anche una vecchia radice. Un piccolo gioiello tra altri gioielli.
Per visitare la Catacomba di Monte Stallone sono previste giornate di apertura.
Fare riferimento al Museo dell’Agro Veientano
o Ufficio Cultura del Comune di Formello.
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Sono prima di tutto una viaggiatrice, annuso la vita e ne trattengo le radici. Quindi scrivo per piacere ma anche per lavoro. Scrivo perché senza non saprei starci. E poi fotografo perché la fotocamera è il mio psicologo personale. Cammino sempre con un animale di fianco, un gatto un cane un cinghiale un ippopotamo. Insomma converso. E poi scrivo di nuovo.

